Bianca Balti: “Faccio un lavoro da deficiente, ma strapagato

Passato da “squatter” (le persone che occupano, per motivi economici, stabili abbandonati) e no global, presente e futuro prossimo da supermodella. Una delle italiane più pagate al mondo, insieme ad Eva Riccobono e Mariacarla Boscono. Ma Bianca Balti è rimasta una con un rapporto poco riconciliato col suo mestiere. In più occasioni (in tv ospite di Victoria Cabello, ma anche su Vanity Fair e altrove) la modella ha definito il suo “un lavoro da deficienti”.

Perché? Queste le sue parole: “Nel senso che è un lavoro che possono fare anche le deficienti, e anche quelle che deficienti non sono ma che non hanno studiato: non ci vuole alcun talento”. E intervistata dalla Cabello ha aggiunto: “Farmi un mazzo così? Ma quando mai me lo sono fatto?”. Viva la sincerità, per una ragazza di Lodi che si era stufata di fare la hostess di prodotti di bellezza e che fu presentata al suo attuale agente da un’amica. 

Due figlie, due matrimoni alle spalle, diverse storie più o meno brevi (“ma quelli volevano la Bianca che sta in passerella per potersene vantare, mica me come persona”), la Balti di recente è stata avvistata a fianco al 35enne manager Sal Lahoud. Oggi 36enne, la modella dice che una sola le fa andare il cuore in gola: il ritorno nella sua Lodi, ai luoghi dell’infanzia, dell’innocenza di ragazzina. Il suo ex marito, il fotografo Christian Lucidi, è stato assolto dall’accusa di aver violato la privacy della modella diffondendo alcune sue foto di nudo realizzate in studio. La sentenza era stata anticipata dalla dichiarazione della stessa Balti che aveva detto che quelli erano provini di lavoro e che non era stata danneggiata professionalmente in alcun modo da quelle foto. 

Rispondi

LIVE OFFLINE
track image
Loading...
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: