CHE COSA SONO GLI NFT? E COSA C’ENTRANO L’ARTE E LA MUSICA?

NFT. Anche se non vi occupate di critpovaluta e non siete economisti, avrete sicuramente sentito questa sigla da qualche parte. Molti di voi, probabilmente, ne avranno sentito parlare in connessione con diverse opere d’arte digitali. Oppure, più semplicemente, con artisti musicali come Grimes o i Kings of Leon. Ma di che cosa si tratta esattamente?

Andiamo con ordine. Prima di tutto: la sigla NFT. Che significato ha? In inglese le tre lettere stanno per Non-Fungible Token: Gettone Non Fungibile. Ossia: non intercambiabile. Normalmente le criptovalute, come i famosi Bitcoin, sono scambiabili tra unità di valore identico, come il denaro normale. Un NFT invece è unico, riferendosi ad un’opera specifica.

In pratica qualunque cosa, come un disco musicale, un dipinto o persino un tweet, che abbia un suo corrispondente digitale, può essere tradotto in NFT. La valuta fa parte della blockchain chiamata Ethereum, che ne supporta la tecnologia. La quale, appunto, prevede delle informazioni extra che la facciano funzionare diversamente.

Detta in maniera semplice, si tratta per il momento più che altro di collezionismo d’arte trasferito in campo digitiale. Un artista può scegliere di attribuire ad una sua opera un valore in NFT e vederla, per cifre esorbitanti, si intende. Questo è quanto ha fatto Grimes, con un video digitale realizzato da lei, venduto per quasi 400.000 dollari.

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