DAU Natasha, il Truman Show Stalinista

Dalla Russia vero scandalo, sesso e violenza

DAU NATASHA di Ilya Khrzhanovskiy, già in concorso (non senza polemiche) al Festival di Berlino nel 2000 e ora in sala dal 26 agosto Teodora, è un film davvero potente perché dentro c’è vita vera, sesso vero, violenza vera, tutto senza sceneggiatura né attori. Un’opera dura e originale perché mostra un mondo parallelo, un ‘Truman Show Stalinista’ frutto di un esperimento, il DAU, ideato dal geniale regista Khrzhanovskij (considerato una sorta di piccolo Rasputin 2.0) che ha pensato di mettere in piedi a Kharkiv (Ucraina) una ricostruzione scenografica dell’enorme complesso di ricerca sovietica – il cosiddetto ‘Istituto’.

 Qui ha piazzato per tre anni circa 400 persone, che avevano accettato di calarsi in quell’epoca privandosi di tutti gli oggetti moderni, ma ripresi dalle telecamere giorno e notte. Una saga che ha scavato nella natura umana e nei suoi comportamenti in una condizione estrema, una sorta di esperimento antropologico, una discesa agli inferi di gente che volontariamente ha scelto di entrare in questo mondo dove si beve molto, si fuma molto, si fa sesso, si litiga e ci si odia. 
   

Qui Natasha (Natalia Berezhnaya) e la più giovane Olga lavorano nella mensa di questo istituto di ricerca sovietico segreto, cuore pulsante del DAU dove tra gli scienziati e ospiti stranieri, c’è anche Luc Bigé. 
   

Natasha, piena di alcol, come d’altronde tutti gli ospiti della mensa e dell’istituto, inizia una relazione con lui senza troppi problemI. Ma quando la ragazza descrive il suo nuovo amante francese come ‘gentile’ ciò crea sospetto nel servizio segreto, guidato da Vladimir Azhippo. 
   

Per Natasha saranno vere sevizie ed umiliazioni, interrogatori, denudamenti, minacce, il tutto ancora più spaventoso perché comunque ciò che accade è nell’ambito del vero. 

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