DRAGHI PREPARA IL CAMBIO DI ROTTA IN RAI

Il governo Draghi prepara un ribaltone in casa Rai. Al dossier, secondo quanto riportato dalla Stampa, stanno lavorando Antonio Garofoli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Funiciello, capo di gabinetto del Premier, Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro e uomo di fiducia di Daniele Franco, e Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico.   

Il rinnovamento si annuncia corposo e rientra nel grande movimento di nomine ai vertici delle società pubbliche, molte delle quali sono in scadenza. Entro l’estate, scadranno i mandati del consiglio d’amministrazione della Tv pubblica, dell’amministratore delegato e del presidente. A cascata seguirà l’avvicendamento dei direttori di rete e di Tg. E si preannuncia un vero terremoto. L’intenzione del governo Draghi sarebbe infatti di cambiare rotta premiando figure di tecnici, uomini e donne, più che di politici.

Il primo problema da affrontare è quello dei conti. A fine aprile il Cda in scadenza presenterà conti in rosso per 50 milioni di euro, un buco a cui si aggiungeranno altri 30-40 milioni di mancati incassi per i canoni speciali (ad esempio quelli di alberghi e palestre, chiusi a causa della pandemia).

Un fallimento per l’ad Fabrizio Salini – arrivato insieme a Marcello Foa con il governo gialloverde – che in tre anni non è riuscito nemmeno a far partire un nuovo piano industriale, malgrado le consulenze richieste, che hanno gravato sui conti.

Proprio i costi continuano a lievitare, insieme alle direzioni e ai relativi staff.

La seconda questione, evidentemente legata alla prima, riguarda le difficoltà sugli ascolti. La platea degli spettatori è aumentata per via delle restrizioni anti-contagio, eppure lo share della Rai è calato mediamente di un punto. La Tv pubblica non riesce a contrastare la concorrenza dei servizi di streaming on demand come Netflix, Amazon Prime e Disney Plus. L’equivalente di Viale Mazzini, RaiPlay, non sta dando i frutti sperati in termini di visualizzazioni online.

Ma chi saranno i nuovi vertici Rai? È probabile che Draghi si comporti come fece Monti dieci anni fa, ovvero nomini dei tecnici. Luigi Gubitosi, attuale numero uno di Tim ed ex dg della Rai, sembra abbia sponsorizzato con Giorgetti la candidatura di Paolo Del Brocco, vicino a Pd e Italia Viva ma apprezzato anche dalla Lega. Un altro nome che ha ripreso a circolare sarebbe quello di Carlo Nardello (Tim), in passato alla direzione di RaiCom.

Al contempo, però, si rafforzano le quotazioni di Eleonora Andreatta, figlia di Beniamino, mentore politico di Enrico Letta. È lei ad aver portato al successo RaiFiction, aprendo alle coproduzioni internazionali. Ora è passata a Netflix, il che rappresenta un bel problema, visto che guadagna molto di più dei 240mila euro previsti come tetto alle retribuzioni Rai.

Un capitolo a parte meritano le nomine ai vertici delle reti e dei Tg Rai. Ma forse è prematuro parlarne, occorre tempo prima che la rincorsa dei nomi arrivi ad una rosa attendibile di papabili.

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