Ecofin, Borsa Italiana verso la vigilanza Esma dopo l’intesa
L’Ecofin ha raggiunto un’intesa sul Misp: Borsa Italiana ed Euronext passeranno alla vigilanza Esma, con poteri specifici che restano alla Consob.
La sede di Borsa Italiana a Milano. Foto: la Repubblica — Le Borse oggi, 9 ottobre. Rimbalzo in Europa, si raffredda lo spread e il prezzo del petrolio (https://www.repubblica.it/economia/2026/10/09/diretta/borse_oggi_9_ottobre_piazza_affari_prezzo_petrolio-425636281/)
Foto: la Repubblica — Le Borse oggi, 9 ottobre. Rimbalzo in Europa, si raffredda lo spread e il prezzo del petrolio repubblica.it
Secondo Agenzia ANSA, i ministri delle Finanze dell’Unione europea hanno raggiunto il 9 ottobre 2026 a Lussemburgo un accordo all’Ecofin sul pacchetto Misp: per Borsa Italiana e il gruppo Euronext era previsto il passaggio alla vigilanza Esma.
L’accordo prevedeva un trasferimento non immediato della supervisione prudenziale e organizzativa, mentre alla Consob restavano i controlli sugli abusi e sulle manipolazioni di mercato, oltre agli interventi cautelari sulle negoziazioni.
L’intesa dell’Ecofin e il voto dei Paesi membri
L’accordo riguarda il pacchetto per l’integrazione e la supervisione dei mercati dei capitali, indicato con l’acronimo Misp, e definisce la posizione preliminare del Consiglio dell’Unione europea. È un passaggio verso la centralizzazione europea dei controlli sui mercati dei capitali, ma non costituisce il punto conclusivo dell’iter.
Il testo ha ottenuto il sostegno di 25 Paesi. Il Belgio si è astenuto sulla proposta discussa dai ministri delle Finanze. La posizione raggiunta dal Consiglio dovrà ora essere negoziata con il Parlamento europeo.
Il voto ha quindi fissato la posizione del Consiglio sul pacchetto, senza trasformarla in un provvedimento definitivo. Il passaggio successivo resta il confronto con il Parlamento europeo, mentre l’intesa ha già definito il perimetro della vigilanza diretta affidata all’autorità europea.
L’Esma ha sede a Parigi.
Quali controlli passano all’Esma e quali restano alla Consob
La vigilanza prudenziale e organizzativa su Borsa Italiana era destinata a essere trasferita dalla Consob all’Esma; l’autorità europea avrebbe esercitato la vigilanza diretta prevista dal pacchetto anche sul gruppo Euronext.
Alla Consob continuavano a spettare tre ambiti indicati dall’accordo:
- i controlli sugli abusi di mercato;
- i controlli sulle manipolazioni di mercato;
- gli interventi cautelari sulle negoziazioni.
La vigilanza prudenziale e organizzativa era quindi assegnata all’autorità europea, mentre i tre controlli indicati restavano alla Consob. Il trasferimento non era immediato.
La ripartizione prevista dal pacchetto separava così la supervisione prudenziale e organizzativa dai poteri che restavano all’autorità italiana. Abusi di mercato, manipolazioni e interventi cautelari sulle negoziazioni rimanevano nel perimetro della Consob, anche con il previsto passaggio della vigilanza diretta all’Esma.
Per Borsa Italiana, che fa parte del gruppo paneuropeo Euronext, l’intesa delineava quindi un cambiamento circoscritto a precise funzioni di vigilanza. L’accordo non stabiliva un trasferimento immediato, lasciando la scansione effettiva del passaggio a una fase successiva.
Otto piattaforme sotto la supervisione europea
Le piattaforme di negoziazione destinate alla vigilanza diretta dell’Esma sono otto. La proposta originaria della Commissione europea ne comprendeva dodici: il numero definito nell’intesa del Consiglio è dunque inferiore a quello inizialmente previsto.
Borsa Italiana ed Euronext rientravano nel nuovo assetto di vigilanza diretta delineato a Lussemburgo.
Il pacchetto prevedeva inoltre che la Commissione europea riesaminasse, dopo due anni, i criteri utilizzati per individuare le principali piattaforme di negoziazione.
Le società che offrono servizi sulle criptovalute sottoposte alla vigilanza dell’Esma sarebbero state circa dieci dopo l’intesa al Consiglio. L’accordo istituiva anche un nuovo comitato esecutivo, incaricato delle decisioni sugli operatori direttamente vigilati dall’autorità europea.
Il riesame dei criteri dopo due anni riguardava l’individuazione delle principali piattaforme di negoziazione. La previsione era inserita nel medesimo pacchetto che definiva il numero delle piattaforme destinate alla vigilanza diretta dell’Esma e il quadro per le società di servizi sulle criptovalute.
Il negoziato con il Parlamento europeo
L’accordo raggiunto all’Ecofin definiva la posizione preliminare del Consiglio dell’Unione europea e dovrà essere negoziato con il Parlamento europeo.
«L’ambizione generale del pacchetto è notevolmente inferiore a quanto sarebbe necessario per creare un mercato dei capitali realmente integrato nell’ambito del progetto dell’Unione del risparmio e degli investimenti» — Maria Luis Albuquerque
La stessa Albuquerque ha aggiunto che l’intesa raggiunta il 9 ottobre 2026 «non è la fine del processo».

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