Eleonora Cecere, ex di Non è la Rai: “Colpa del Covid”, com’è oggi e cosa è costretta a fare per campare (a 42 anni)

Giovanissima, era una delle stelle di Non è la Rai, il programma cult di Gianni Boncompagni di inizio anni 90. Condotto da Enrica Bonaccorti, artefice del fenomeno Ambra Angiolini, il contenitore musicale-lolitesco di Italia 1 lanciò tante ragazzine. Molte di loro, col passare degli anni, sono però letteralmente sparite dalla tv. Eleonora Cecere è una di queste. Ai microfoni de I Lunatici su Rai Radio2, la bella ragazza romana, oggi 42 anni, ha spiegato la sua svolta.

Devo dire che quel programma è rimasto nel cuore di molte persone, me ne rendo conto ancora oggi, ci viene dimostrato moltissimo affetto. Come è iniziato tutto? Ho cominciato la mia carriera da giovanissima, a 6 anni, facendo il concorso baby star, facendo film con FelliniGassmanCastellitto, questo da bambina. Poi nel ’91 ho fatto Domenica In e lì è partito il ciclo televisivo”.

Nel settembre succesivo, infatti, è entrata nella squadra di Boncompagni a Non è la Rai. “Ci siamo resi conto che se ne sarebbe parlato anche dopo tanti anni solo quando il programma è finito. Lì per lì non ti rendi conto di quello che succede, c’erano centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze che ci aspettavano fuori dagli studi, che aspettavano ore per farsi una foto, che ci si incollavano alle macchine. Queste sensazioni le apprezzi solo dopo, sono bellissime”. 

Con alcune ragazze – spiega Eleonora – siamo ancora in contatto, ci messaggiamo ogni giorno, ci raccontiamo quello che ci succede, siamo molto unite, se una di noi ha bisogno di qualcosa sente la vicinanza di tutte le altre. Dietro Non è la Rai c’era anche una grande preparazione. Noi abbiamo studiato tanto per poter fare quello che facevamo in video. Studiavamo danza, canto, recitazione, studiavamo ogni giorno per dare sempre il meglio”. Tra i fan c’era anche qualcuno un po’ pericoloso: “Uno stalker mi mandava delle cassette con su dei messaggi minacciosi, una volta mi ha mandato una bambolina con uno spillo, come fosse una bambolina voodoo. Mi spaventai molto”.

Oggi ha cambiato completamente vita e fa la vigilantes in “una società a cui tengo tantissimo. Una società che mi ha accolto a braccia aperte. Con questa pandemia il lavoro dello spettacolo si è fermato, bloccato. Ho una famiglia, due bambine, un marito, ho deciso di dare una mano a mio marito, di aiutarlo, non potevo stare ferma. Sono fiera di raccontare la mia storia, bisogna rimboccarsi le maniche, darsi da fare. Ho studiato tantissimo, lavoro da 37 anni nel mondo dello spettacolo con tantissimi sacrifici fatti, ma questo è un momento difficile per tutti, così ho deciso di darmi da fare, rimboccarmi le maniche e aiutare la mia famiglia”.

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