Furto di vino a Cortona: 30mila bottiglie per 5 milioni
A Cortona rubate 30.000 bottiglie dalla sede Marchesi Antinori, valore stimato 5 milioni di euro. Nel colpo coinvolte almeno sette persone.
Il maxi-furto di bottiglie alla Marchesi Antinori. Foto: Agenzia ANSA — Maxi-furto da 5 milioni alla Marchesi Antinori, rubate 30.000 bottiglie di vino - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/09/maxi-furto-da-5-milioni-alla-marchesi-antinori-rubate-30.000-bottiglie-di-vino_e19549e1-4d1c-4851-a34d-8e8941fd189a.html)
Foto: Agenzia ANSA — Maxi-furto da 5 milioni alla Marchesi Antinori, rubate 30.000 bottiglie di vino – Notizie – Ansa.it ansa.it
Il furto di vino a Cortona ha colpito la sede di Marchesi Antinori: nella notte del 4 ottobre 2026 sono state sottratte 30.000 bottiglie, per un valore stimato in 5 milioni di euro. Secondo l’Agenzia ANSA, il colpo è stato scoperto la mattina del 5 ottobre e avrebbe coinvolto almeno sette persone.
Le notizie raccolte riguardano episodi distinti tra Roma, Ostia, Caivano, Fiano Romano e Cortona: dall’aggressione all’attore Davide Iacopini agli accertamenti su due morti, fino all’arresto per spaccio a Ostia.
Il materiale disponibile non documenta una guerra a colpi di bombe a Roma Est, né riporta elementi sul boss Senese, sulla sua permanenza in carcere o sulla riorganizzazione dei clan.
Le vicende si collocano in luoghi e date differenti: l’aggressione a Roma è avvenuta tra il 4 e il 5 ottobre 2026, il furto a Cortona nella notte del 4 ottobre, la morte di Salvatore Calignano risale al 3 ottobre, mentre arresto a Ostia e incidente mortale a Fiano Romano sono del 9 ottobre.
Il furto nella sede di Marchesi Antinori
Il bottino sottratto a Cortona comprendeva anche 10.000 bottiglie di Solaia.
Il furto è avvenuto nella notte di domenica 4 ottobre 2026 ed è stato scoperto la mattina di lunedì 5 ottobre 2026. Il gruppo che avrebbe agito era composto da almeno sette persone; l’identità dei partecipanti e il destino delle bottiglie non sono indicati nella ricostruzione disponibile.
L’azienda ha avvertito i clienti di prestare attenzione a eventuali offerte proposte fuori dai canali ufficiali.
L’avviso riguarda quindi le proposte di acquisto che non passano dai canali ufficiali dell’azienda. Il valore stimato di 5 milioni di euro è riferito all’intero quantitativo rubato dalla sede di Cortona, comprese le 10.000 bottiglie di Solaia.
- 30.000 bottiglie rubate dalla sede di Cortona;
- valore stimato: 5 milioni di euro;
- 10.000 bottiglie di Solaia comprese nel bottino;
- almeno sette persone avrebbero partecipato al furto.
L’aggressione a Davide Iacopini a Roma
L’indagine sull’aggressione a Davide Iacopini e ad altre cinque persone prosegue. L’episodio, riferisce ANSA, è avvenuto tra il 4 e il 5 ottobre 2026 nelle strade comprese tra Monteverde Vecchio e Testaccio, a Roma.
Le persone coinvolte nell’aggressione erano sei, compreso l’attore. Iacopini era ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale San Camillo di Roma, in condizioni gravi ma stabili e con prognosi riservata.
Gli investigatori devono anche svolgere verifiche sulla denuncia presentata da un uomo per il furto della sua minicar nera. La ricostruzione non identifica gli aggressori.
Il furto della minicar resta dunque un elemento sul quale sono previste verifiche degli inquirenti nell’ambito della ricostruzione dell’aggressione. Le persone raggiunte dalla violenza, secondo il resoconto, erano sei in tutto.
L’arresto per spaccio nel cortile di Ostia Nuova
La polizia ha arrestato S.T., 41 anni, in un cortile condominiale di piazza Gasparri, a Ostia Nuova. L’operazione, secondo la Repubblica, è avvenuta intorno alle 23.30 di venerdì 9 ottobre 2026 ed è stata condotta dagli agenti del X Distretto di Ostia, guidato dal dirigente Alessandro Mennini.
L’uomo, cugino di secondo grado di Juan Carlos Spada e Roberto Spada, è stato fermato mentre cedeva dosi di stupefacente a un acquirente. Alla persona che aveva acquistato la sostanza è stato sequestrato il denaro; l’acquirente è stato deferito all’autorità giudiziaria come assuntore.
L’intervento si è svolto nel cortile condominiale di piazza Gasparri e ha coinvolto anche l’acquirente della sostanza. Per quest’ultimo il provvedimento indicato è il deferimento all’autorità giudiziaria come assuntore, oltre al sequestro del denaro.
L’inchiesta sulla morte di Salvatore Calignano
Il datore di lavoro di Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, è stato arrestato e posto ai domiciliari. ANSA riferisce che l’uomo deve rispondere di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro; è indagato anche il committente dei lavori, proprietario del capannone di Caivano.
Calignano è morto il 3 ottobre 2026 all’ospedale di Giugliano in Campania. La caduta dal capannone di Caivano è avvenuta da un’altezza di otto metri. La Procura ha accertato che lui e gli altri due operai lavoravano in nero.
Nel fascicolo c’è anche il racconto di un testimone su quanto il datore di lavoro avrebbe detto all’operaio.
«non ti preoccupare, si risolve tutto, se ti chiedono qualcosa dici che ti hanno investito e l’assicurazione ti paga», avrebbe detto il datore di lavoro a Salvatore Calignano secondo un testimone.
La vicenda contiene una contraddizione nelle ricostruzioni investigative riportate: le prime ipotesi prendevano in considerazione la possibilità che Calignano fosse stato spostato e abbandonato in un luogo diverso da quello della caduta, mentre una ricostruzione successiva ha escluso tale possibilità.
La stessa ricostruzione riferisce inizialmente che nessuno avrebbe omesso di soccorrere Calignano e riporta poi l’ipotesi che il datore di lavoro volesse regolarizzare retroattivamente la sua posizione lavorativa. Si tratta di aspetti distinti, senza una contraddizione esplicita tra le due indicazioni.
L’arresto ai domiciliari riguarda il datore di lavoro; il proprietario del capannone, committente dei lavori, risulta invece indagato.
Lo schianto in moto a Fiano Romano
Massimiliano Scanzani, imprenditore edile di 56 anni, è morto dopo avere perso il controllo di una Yamaha R1 1000 e avere urtato un camion. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì 9 ottobre 2026, intorno alle 13.50, in via Procoio, a Fiano Romano, come riportato dalla Repubblica.
La moto e il camion sono stati sequestrati per consentire le verifiche tecniche.
Lo schianto ha coinvolto il camion e la Yamaha R1 1000 sulla quale viaggiava Scanzani. I sequestri dei due mezzi sono stati disposti per permettere gli accertamenti tecnici sull’incidente avvenuto in via Procoio.

1 thought on “Furto di vino a Cortona: 30mila bottiglie per 5 milioni”