LAZIO JUVE LO SFOGO DI LOTITO

Lazio sempre sotto i riflettori per la questione tamponi. Nella giornata di venerdì il Centro Biomedico di Roma in seguito a tamponi rapidi ha evidenziato tre casi di positività nella rosa di Simone Inzaghi, confermando i test effettuati dall’Uefa. Ma poi i risultati sono stati smentiti dai tamponi processati dal laboratorio Futura Diagnostica di Avellino, che invece ha indicato come tutta la squadra biancoceleste sia negativa.

Il tutto alla vigilia della partita di campionato contro la Juventus, che potrebbe vedere in campo anche Immobile, Leiva e Strakosha, esclusi in settimana dall’Uefa per la partita di Champions. E la polemica divampa sui social e sulle pagine dei giornali.

Il presidente Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni di Repubblica, sfogandosi per la situazione: “Ve l’ho detto stamattina, ce stanno a fa’ il gioco delle tre carte. Ma che vuol dire positivo? Positivo vuol dire contagioso, no? Anche nella vagina delle donne, di tutte le donne del mondo, ci sono i batteri. Ma mica tutti sono patogeni, solo alcuni in alcuni casi diventano patogeni e degenerano”.

Poi ha continuato: “Anche Tare è positivo. Ma oggi nessuno ti dice se uno infetta oppure no. C’è un’aleatorietà dell’interpretazione dei risultati. Per me la valutazione la deve fare il medico, io non lo so se Immobile si sia allenato martedì perché non ero a Formello, ma il medico lo ha valutato, gli ha rifatto l’idoneità sportiva, la capacità polmonare a riposo e sotto sforzo e stava meglio di prima. Una questione è come vengono conservati i reagenti, i tamponi, come viene effettuato il test. Immobile in campo a Torino? Abbiamo il tampone, era negativo. Nessun vuol far giocare i positivi, ho fatto fare i tamponi pure ai familiari”.

L’esposto alla Procura: “Cairo (presidente Torino ndr) mi odia a morte dopo che ha perso con me, i suoi giornali mi attaccano per questo. Ma perde sempre, è ultimo in classifica”.

Ancora sui tamponi: “Ho chiesto a Gravina di introdurre una struttura unica che faccia i test per tutti, che imponga gli stessi parametri per tutti. Ho suggerito Federlab, che li fa già per la Serie C. Serve un ente terzo, così finisce la tarantella. Pensi che un altro giocatore che era risultato positivo ai test della Uefa si è andato a fare un tampone per conto suo. Ed è risultato negativo”. 

“Il laboratorio di Avellino? Sapevo che Taccone fosse stato presidente dell’Avellino, ma non c’entra niente. Quando c’è stata necessità di introdurre i tamponi per tutta la squadra ho chiesto allo Spallanzani, ma mi hanno detto che non era il caso. Poi c’era il Campus biomedico, che era vicino a Trigoria ed era l’unico nel Lazio, se lo immagina la gente in fila e noi che passiamo avanti? Non mi andava che si pensasse che i giocatori avevano una corsia preferenziale rispetto ad altri cittadini, la salute è uguale per tutti. Quando ho chiesto per la Salernitana mi hanno detto che c’era il centro di Taccone, uno dei pochi convenzionati con la Regione Campania. E abbiamo scelto lui anche per la Lazio”.

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