MORGAN, ECCO COME È FINITA LA SUA ASTA NFT

Anche Morgan ha deciso di calvalcare la nuova tendenza dei non-fungible token, o NFT. Il leader dei Bluvertigo ha infatti presentato “Premessa della Premessa”, inedito scritto e registrato dal cantautore lombardo reso messo all’asta come NFT sulla piattaforma Opensea. Ieri l’epilogo con NataleMFerrara di Poseidon Group che per 10 Ether, cioè circa 21 mila dollari, si è aggiudicato l’asta: “E’ arrivato qualcuno che lo voleva a tutti costi, io lo interpreto così questo risultato – dice Morgan in una diretta sui social – siamo passati da 0.3, 0.7 a 10. C’è gente che mi ha scritto: ‘avrei voluto offrire 3-4 mila euro”, ma non ho potuto perché c’è subito stato un grande rialzo.

Chi si aggiudicherà l’opera, oltre a diventarne l’unico proprietario e titolare esclusivo, incontrerà Morgan di persona e riceverà dalle sue mani anche le stampe uniche e originali autografate con i testi del brano”, aveva scritto il cantante al lancio dell’asta.  L’operazione non è una novità, né in Italia né tantomeno all’estero. A differenza di quanto stabilito dai Belladonna per la loro “New Future Travelogue”, almeno per quanto spiegato sul sito dell’artista brianzolo, chi si aggiudicherà “Premessa della Premessa” non entrerà in possesso anche dei diritti sull’opera, che – in caso di sicronizzazioni audiovisive o stream sulle piattaforme digitali – garantirebbe i proventi delle royalties al titolare. Per quanto invece concerne le modalità di messa all’asta, la cryptovaluta con la quale si potrà presentare un’offerta per l’opera è l’Ethereum, la stessa utilizzata dai Kings of Leon per l’operazione attuata – in partner con la start-up Yellowheart – per la loro “NFT Yourself”.

Al di là dell’hype conquistato dal fenomeno, dai rischi di speculazioni o dalle opportunità di sviluppo che potrebbero caratterizzare il futuro di questa applicazione della tecnologia blockchain – quello che molti artisti paiono non considerare è l’impatto ambientale che questo tipo di soluzione finanziario-informatica comporta: stando a un rapporto pubblicato dall’edizione americana di Wired, la vendita di un’opera di crypto-art consuma la stessa quantità di energia utilizzata da un’attività commerciale in due anni.

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