MUORE UN SIGNORE DEL GIORNALISMO SPORTIVO

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno. A 81 anni è morto nella notte il giornalista Gianfranco De Laurentiis. Lascia la moglie Mirella e i figli Roberto e Paolo. Gianfranco De Laurentiis ha condotto per oltre 30 anni trasmissioni televisive sportive di successo, da Dribbling a Domenica Sprint, da La Giostra del Gol a Pole Position. Dal 1993 al 1994 è stato direttore della Tgs, la testata giornalistica sportiva. In carriera ha condotto  programmi che hanno fatto la storia della televisione come Eurogol e La Domenica Sportiva. Già da tempo non compariva più sul piccolo schermo che è stato la sua casa lavorativa per diversi anni.

Condò lo ricorda commosso

Tra i primi a ricordarne la figura Paolo Condò. Il giornalista di Repubblica scrive su twitter: “Abbraccio gli amici della Rai nel ricordo di un giornalista bravissimo: sono cresciuto guardando e ammirando Gianfranco De Laurentiis. Per noi appassionati di calcio internazionale, Eurogol era una sorgente di acqua fresca nel deserto”.

Renga in lacrime

In lacrime anche Roberto Renga, storica firma de Il Messaggero: “Quante cene, quante serate tivvù, quante telefonate con Gianfranco De Laurentiis. Se ne va un amico, un grandissimo giornalista, un uomo amabile. Ciao e scusami se non riesco a scrivere altro”.

In Rai tra i primi a commentare la notizia l’inviato della Nazionale Alessandro Antinelli: “Il mio primo maestro in Rai è stato Gianfranco De Laurentiis. Ogni sabato mattina aspettavo il suo giudizio e le sue legnate mentre vedeva i miei pezzi di Dribbling con la sigaretta all’angolo della bocca. Mancherai Gianfranco”.

Il dolore dei tifosi sui social

Centinaia i commenti sui social: “Brutta notizia la morte di Gianfranco De Laurentiis, simbolo di un giornalismo serio, competente, chiaro, piacevole. D’altri tempi. Che ormai non c’è più. Riposa in pace” o anche: “Una persona perbene garbata un fantastico giornalista …” oppure: “Con Gianfranco De Laurentiis se ne va un altro pezzo di calcio romantico!” e infine: “Faceva parte di una tv che non c’è più. Dove il racconto era sobrio ed equilibrato. Dove la Rai era la Rai. La sua morte chiude un cerchio. Una perdita pesante”.

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