PER IL PREMIER CONTE IL PONTE DI GENOVA RAPPRESENTA L’ITALIA CHE SA RIALZARSI

“Lo Stato non ha mai abbandonato Genova. Lo abbiamo solennemente detto a poche ore dalla tragedia, io ero qui e abbiamo detto subito che Genova non sarebbe stata lasciata sola. Questa presenza è doverosa ma sono qui anche con grande piacere perché oggi suturiamo una ferita, una ferita che non potrà tuttavia mai rimarginarsi per le 43 vittime” che col crollo del ponte Morandi hanno perso la vita. Così il premier Giuseppe Conte, intervenendo alla cerimonia per il varo dell’ultima campata del nuovo viadotto. Alle 12 le sirene del cantiere e quelle delle navi in porto a Genova, accompagnate dalle campane di tutta la vallata del Polcevera, hanno suonato insieme per circa 3 minuti.

Questo è un cantiere simbolo per l’Italia, dell’Italia che sa rialzarsi, che si rimbocca le maniche, dell’Italia che non si lascia abbattere e sopraffare neppure da una tragedia così. L’Italia che mette insieme le competenze, il senso del dovere e della responsabilità” ha sottolineato il presidente del Consiglio. Le immagini della tragedia che ha sconvolto l’Italia intera “hanno fatto il giro del mondo, ma oggi verranno sostituite da queste, che sono immagini della creatività, dell’abnegazione e della maestria italiana”. Quanto ai “giudizi di responsabilità che sono nati da quella tragedia – ha detto il premier – non si sono ancora completati e devono completarsi”.

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