PER ORA LE AUTOPSIE SCAGIONANO ASTRAZENECA

Per il momento non c’è traccia di correlazione tra i decessi “sospetti” e il vaccino Astrazeneca. La somministrazione del prodotto anti Covid è stata sospesa ieri dall’Italia, e prima dal altri Paesi europei. Una decisione precauzionale in attesa che l’Ema faccia puntuali verifiche e, dopo le comunicazioni di oggi che ribadiscono in sostanza la sicurezza del prodotto, sciolga la riserva giovedì. Ci sarà certamente bisogno di ulteriori accertamenti, peraltro già disposte delle varie procure che stanno indagando su alcune morti avvenute a distanza di qualche ora, o di qualche giorno dal vaccino, ma ad oggi non si può che rilevare un dato. I primi esami autoptici disponibili non hanno rilevato nessi tra l’inoculazione della dose e la morte. 

Le prime due autopsie che sono state rese note – a cui seguiranno, è bene precisarlo, ulteriori esami istologici – sono state effettuate sul corpo del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco, di 54 anni, stroncato da un infarto 48 ore dopo l’iniezione e della professoressa Annamaria Mantile, di Napoli, morta qualche giorno dopo la somministrazione. Dai risultati, che dovranno essere corroborati da ulteriori approfondimenti, non sono emersi legami tra l’inoculazione del farmaco Astrazeneca e la morte.

A questi esami già noti si aggiunge l’esito dell’autopsia sul corpo di Sandro Tognatti, docente di clarinetto di Biella deceduto, a 57 anni, 17 ore dopo essere stato vaccinato. Anche in questo caso dall’autopsia, secondo le prime informazioni riportate dall’Ansa, non sarebbe emerso nessun segno che permetta di collegare la morte alla vaccinazione. Il decesso potrebbe essere stato causa da un evento cardiaco, un infarto, improvviso. Il procuratore della Repubblica di Biella, Teresa Angela Camelio, ha affermato: “Abbiano provveduto a tempo di record a fare ciò che andava fatto – ha detto parlando con i giornalisti – e adesso siamo in attesa di tutti gli esami”. L’avvocato della famiglia di Tognatti, Massimo Pozzo, ha affermato: “Notizie ufficiali, al momento,

non ce ne sono. Non sappiamo nulla e il consulente si è riservato di depositare la sua relazione nei sessanta giorni previsti. Solo allora potremmo capire cosa è davvero accaduto. La signora Riussi (vedova Tognatti, ndr) crede nella scienza e nella medicina – osserva il legale – ed è convinta che gli accertamenti chiariranno le cause del decesso del marito. Il consulente tecnico è stato nominato nell’interesse della famiglia, allo scopo di contribuire alla chiarezza di questa terribile vicenda, in un’ottica di piena collaborazione”.

Sembrerebbe, almeno al momento, scagionare Astrazeneca anche un’altra autopsia, quella svolta sul corpo di Vincenzo Russo, bidello 58enne morto in Campania qualche giorno dopo il vaccino. Dall’autopsia, svolta venerdì scorso al Secondo Policlinico di Napoli, non sono emerse infatti indicazioni chiare circa la causa del decesso, né tantomeno di una presunta relazione con la somministrazione del vaccino. In questo caso non è ancora emersa neanche un’ipotesi sulla causa del decesso, quindi è necessaria ancora più cautela. Certamente però l’esclusione di legami diretti con il vaccino è un elemento che va tenuto in conto. 

C’è attesa, invece, per l’esito dell’autopsia sul corpo del sottufficiale Stefano Paternò, deceduto in Sicilia qualche ora dopo aver ricevuto il vaccino. Sulla morte indaga la procura di Siracusa. “I consulenti consigliano un atteggiamento più critico per approfondire le risultanze e poter esprimere un giudizio quantomeno dopo l’esame istologico. Ma dovremo attendere una ventina di giorni”, ha detto l’avvocato Dario Seminara, assiste Caterina Arena, moglie di Paternò. La notizia del ritiro momentaneo del vaccino in Italia non stupisce l’avvocato: “Era un’operazione doverosa a cautela della collettività in attesa della risoluzione dei quesiti posti dalla Procura: è giusto che si faccia perché si possa vedere se oltre al nesso temporale che evidentemente c’è perché questo è un caso in cui il decesso avviene a distanza di sole 16 ore della somministrazione del vaccino, bisogna vedere se effettivamente c’è un nesso eziologico tra il vaccino e il decesso: è proprio questa è la risposta che ci darà l’autopsia. Certamente noi abbiamo fatto tante ipotesi, ma non le posso dire adesso perché è giusto verificarle alla luce degli esami istologici”.

In Sicilia è stata registrata un’altra morte sospetta: Davide Villa, 50 anni, poliziotto in servizio alla squadra mobile di Catania, è morto circa due settimane dopo l’inoculazione della dose. Anche nel suo caso si aspettano gli esiti di esami approfonditi per chiarire le ragioni del decesso. Ad oggi, però, neanche in uno dei casi elencati è stato messo nero su bianco un nesso tra vaccino e morte. La cautela è d’obbligo, l’attesa di verifiche ulteriori è necessaria. Ma il panico è ingiustificato.

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