Roma, due minori denunciati: tre cobra sulla minicar nera

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A Roma due ragazzi di 16 e 17 anni sono stati denunciati per sei aggressioni: tre cobra rossi sulla minicar hanno guidato l’identificazione.

Minicar nera parcheggiata lungo una strada urbana, con adesivo rosso a forma di cobra sul finestrino posteriore.

La minicar nera individuata dai carabinieri. Foto: la Repubblica — Banda della Minicar, i cobra e un berretto: così i carabinieri hanno incastrato i due minorenni (https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/10/15/news/minicar_agguati_roma_cobra_rossi_berretto_carabinieri-425649341/)

La minicar nera individuata dai carabinieri
Foto: la Repubblica — Banda della Minicar, i cobra e un berretto: così i carabinieri hanno incastrato i due minorenni roma.repubblica.it

Una minicar a Roma, nera e personalizzata con tre cobra rossi, ha portato all’identificazione e alla denuncia di due ragazzi di 16 e 17 anni, accusati di sei aggressioni tra Monteverde e Testaccio. Secondo la Repubblica, gli episodi contestati risalgono alle giornate del 4 e 5 ottobre 2026 e i due hanno confessato quando erano già stati identificati e denunciati.

Tra le persone aggredite c’è l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in prognosi riservata. La ricostruzione ruota attorno alle caratteristiche del veicolo, ripreso dalle telecamere e poi trovato parcheggiato in via Volta.

Sei aggressioni tra Monteverde e Testaccio

Ai due minorenni vengono contestate sei aggressioni avvenute nei quartieri di Monteverde e Testaccio. Non sono descritte una per una, ma tra i casi ricostruiti figura quello che ha coinvolto Iacopini nella serata del 5 ottobre.

L’attore percorreva via Anton Giulio Barilli in monopattino quando è stato colpito alle spalle, cadendo a terra e battendo la testa. Negli atti è riportata questa descrizione:

“Il 5 ottobre 2026 alle ore 22:15, il signor Davide Iacopini, mentre percorreva a bordo di un monopattino via Anton Giulio Barilli, veniva colpito alle spalle cadendo rovinosamente in terra e battendo con violenza alla testa, restando esanime al suolo” — dagli atti

In un’altra aggressione, avvenuta a Testaccio, il passeggero della minicar si sarebbe sporto dal finestrino con una mazza di metallo. Un ciclista ha raccolto un berretto perso durante quell’episodio e lo ha consegnato ai carabinieri.

La minicar nera e i tre adesivi rossi

Il mezzo indicato nelle aggressioni era una minicar nera, con la targa parzialmente coperta da nastro adesivo. A renderla distinguibile erano soprattutto tre adesivi rossi con serpenti stilizzati, applicati sul cofano e sui lati posteriori.

  • modello Aixam GTO Emotion;
  • prezzo di listino indicato in 17 mila euro;
  • targa parzialmente coperta con nastro adesivo;
  • tre adesivi rossi raffiguranti serpenti stilizzati.

Gli atti definiscono il veicolo riconoscibile per modifiche e personalizzazioni: “Praticamente una macchina firmata e quindi unica nel suo genere”. Il meccanico sentito negli accertamenti ha dichiarato che quelle modifiche erano state effettuate dal ragazzo sospettato e di avergli fornito il materiale necessario per applicarle.

I fotogrammi delle telecamere e il ritrovamento in via Volta

La Repubblica riferisce che il 13 ottobre i carabinieri hanno isolato dalle telecamere diversi fotogrammi relativi ai passaggi della minicar. Le immagini hanno consentito di individuare in via Volta un mezzo compatibile con quello ripreso.

La vettura risultava intestata a una donna romana nata nel 1953. Gli ulteriori accertamenti hanno indicato come utilizzatore effettivo un ragazzo nato nel 2009. L’identificazione è arrivata dunque attraverso il confronto tra i frame, le particolarità visibili sulla carrozzeria e gli elementi raccolti nel corso degli episodi.

La confessione e le divergenze nella ricostruzione

I due ragazzi hanno ammesso i fatti quando erano già stati identificati e denunciati. Resta però una divergenza nelle ricostruzioni disponibili: una fonte indica il meccanico come Stefano Mazza, un’altra come Stefano Mazzatelli.

C’è anche una differenza sul numero degli episodi ammessi: una ricostruzione riferisce che i ragazzi avrebbero confessato quattro aggressioni, mentre le aggressioni contestate sono sei. Non sono riportate le generalità dei due minorenni né quale dei due fosse alla guida o fosse passeggero nelle singole occasioni. Il dato certo è che entrambi sono stati identificati e denunciati dopo l’individuazione della minicar personalizzata.


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