ROMA TRUFFA DEL GREEN PASS

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Parole inequivocabili. Che chiedono un compenso per svolgere un servizio che invece dovrebbe essere garantito dai medici di medicina generale. Sono loro che hanno il compito (e il dovere) di inserire nella piattaforma regionale l’esito negativo del tampone dopo la guarigione del paziente per riattivare il certificato. E si tratta ovviamente di un servizio gratuito, non a pagamento. Ma non è la prassi che segue la dottoressa F. R. di Fonte Nuova, a Roma.

«Ti mando il numero di un ragazzo esperto in informatica e che mi sta aiutando per liberare i green pass — inizia così l’audio che la dottoressa invia ai suoi pazienti che si sono negativizzati dopo aver avuto il Covid e che quindi hanno diritto al green pass per ulteriori sei mesi dal tampone che certifica la guarigione —. È un’operazione che lui fa a pagamento di 10 euro per il disturbo che si prende perché è veramente difficile farlo».

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