RUBA LIBRI NELLE BIBLIOTECHE PUBBLICHE AVEVA A CASA 1000 LIBRI DI PREGIO

Negli anni si era realizzato una sua biblioteca personale in casa, con librerie piene zeppe di manuali e un magazzino con altrettante borse cariche di volumi pronti per essere sistemati. Peccato che quel patrimonio di conoscenza fosse frutto di sistematici furti, perpetrati di nascosto nelle biblioteche pubbliche e universitarie, per un totale di un migliaio di libri dal valore complessivo di 80 mila euro. Da ieri l’uomo in questione, un signore di 48 anni di Dolo, è indagato per furto pluriaggravato e continuato e per ricettazione. Amore o business? È la domanda che le indagini della polizia locale, coordinate dalla pm Laura Villan, dovranno scoprire per capire se si tratta di un caso di cleptomania molto particolare o se dietro al bottino si nasconde anche la rivendita di libri. Nei prossimi giorni verrà anche verificato il racconto dell’uomo che sostiene di aver insegnato all’università con contratti a tempo determinato, di essere attualmente disoccupato e di stare studiando per un ultimo esame per conseguire la laurea in ingegneria. 

A rompere la prassi ormai collaudata dell’amante di libri sono stati i bibliotecari della Biblioteca pubblica Vez di Mestre che si sono accorti che la presenza dello studioso corrispondeva ogni volta alla sparizione di volumi prestigiosi. Così martedì, quando il presunto ladro seriale di libri si è palesato, i bibliotecari hanno chiamato Gianni Franzoi, responsabile Servizio Sicurezza Urbana della polizia locale, confidando i loro sospetti. Due vigili in borghese sono stati piazzati davanti alla Vez, aspettando che l’uomo uscisse con il suo immancabile zainetto. Quando ha finito e si è recato fuori dalla struttura, l’uomo è stato fermato e nella borsa sono stati trovati tre manuali. A quel punto il volto del signore ha iniziato a sbiancare, diventando sempre più pallido. “Siccome risultava sparito un centinaio di libri abbiamo effettuato una perquisizione nella sua casa dove il signore abita con la madre” racconta Franzoi “Abbiamo trovato 1100 libri, molti sistemati nelle librerie e altrettante in sacchi della spesa, accumulati. Siamo rimasti tutto il giorno in casa e quando il signore ha capito che non sarebbe stato arrestato si è tranquillizzato, ma nei prossimi giorni verrà interrogato”.

La maggior parte dei libri sono manuali di chimica e ingegneria spaziale, rubati dalle biblioteche universitarie di Venezia (260 volumi), Padova (423), Udine, Ferrara e in quelle pubbliche di Venezia, Mestre, Spinea, Bassano, Martellago, Mira, Padova, Borgo Valsugana, Mirano, Scorzè, Castel Tesino, Ponte San Nicolò, Mogliano veneto, San Donà di Piave, Portogruaro, Abano Terme, Noale e Vicenza. Quelli appartenenti alla biblioteca Vez, riconoscibili per il sistema antitaccheggio, sono stati portati nella struttura. Nei prossimi giorni la polizia locale proseguirà con un interrogatorio e verranno convocati i rappresentanti legali delle biblioteche per procedere alla restituzione. Il signore potrà così raccontare il suo amore per i libri e quell’istinto di possederli che, nella storia delle letteratura, è sempre stato difficile da condannare.

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