VACCINAZIONI FIGLIUOLO INIZIA IL GIRO D’ITALIA

Le Regioni chiedono a Mario Draghi un “confronto urgente” al governo sul piano vaccini. E l’esecutivo risponde convocando i presidenti per lunedì pomeriggio. La presenza del premier Mario Draghi è ancora in dubbio, ci saranno invece oltre ai ministri Gelmini e Speranza, il Capo della Protezione civile Curcio e il commissario Figliuolo. La tensione inizia ad essere alta. Durante la Conferenza Stato-Regioni di oggi l’argomento piano vaccinale è stato solo sfiorato. Giusto il tempo per far dire a Giovanni Toti della Liguria, a Luca Zaia del Veneto, a Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia e a Spirlì della Calabria di essere stufi delle critiche ricevute in questi giorni.

A fine riunione è il presidente della Conferenza delle Regioni a farsi portavoce del malumore e della richiesta di chiarimento dopo la strigliata del premier, che in Parlamento mercoledì aveva parlato di differenze tra le Regioni nella somministrazioni delle dosi “difficili da accettare”, con alcune che “trascurano i loro anziani” in favore di gruppi con potere contrattuale. “Un cambiamento di passo si deve realizzare – dice Bonaccini – ma devono farlo insieme Governo e Regioni. Per questo chiediamo un incontro urgente con l’esecutivo, pronti ad un confronto a 360 gradi su ogni esigenza per individuare tutti i percorsi possibili per garantire al meglio il rispetto dei tempi ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

I governatori vogliono parlare con Curcio e Figliuolo che stanno per iniziare le ispezioni in tutte le regioni d’Italia per monitorare come sta procedendo la campagna vaccinale. Si inizia con le zone rimaste indietro. Due team sanitari mobili dell’Esercito verranno infatti inviati in Molise e in Basilicata, per accelerare la vaccinazione delle persone di elevata fragilità ed over 80, così come indicato dalle raccomandazioni del ministero della Salute”.

È il metodo del generale Figliuolo, viene spiegato dal suo entourage. Andare di persone sul luogo e verificare con i suoi occhi cosa succede. Ciascun team sarà composto da un ufficiale medico e da due sottufficiali infermieri. I due team verranno integrati nei rispettivi dispositivi sanitari regionali e svolgeranno attività di somministrazione a domicilio dei vaccini in zone difficilmente accessibili. Il Commissario Covid sarà poi in Calabria e in Sicilia, dove incontrerà tecnici e autorità. Ad Avellino, invece, in meno di 12 ore l’esercito ha trasformato un drive through della Difesa in un centro vaccinale mobile. I dati sulle inoculazioni – con l’obiettivo di un’operazione di “trasparenza” utile per i cittadini – saranno nelle prossime ore online e saranno consultabili sul sito della presidenza del Consiglio per Regione e categoria.

Quindi il Piano prosegue con l’invio nei territori delle prime task force del Commissario e l’arrivo di altri 4 milioni e mezzo di dosi entro fine marzo: si tratterebbe del maggiore incremento settimanale di fiale finora. Nel frattempo Regioni e governo hanno trovato la quadra sulla versione definitiva del documento delle linee di indirizzo organizzativo e strutturale dei punti vaccinali territoriali straordinari. Nel documento, che si è delineato a seguito del confronto delle Regioni con i tecnici del Governo e la ministra per le Autonomie è scomparso il riferimento ai minuti necessari per la somministrazione (nella precedente bozza era di 10 minuti, esclusa la fase di ‘osservazione’). Cancellati dalle linee anche i punti vaccinali medi, piccoli e mobili, restano solo quelli definiti “di medie/grandi dimensioni”, che saranno in grado di vaccinare 800 persone al giorno.

Ma non basta. Sul piano politico c’è da scongiurare il rischio di un ennesimo strappo dopo le parole del premier in Parlamento. “Il piano di vaccinazione è stato fatto dal Governo nazionale, non è stato fatto dalle Regioni. Il Governo avrebbe benissimo potuto, ove l’avesse voluto, chiederci di sospendere le categorie prioritarie”, attacca Giovanni Toti. A mediare con il fronte dei governatori di centrodestra è il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini mandando la lettera a Mario Draghi e ottenendo l’incontro.

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