Autonomia differenziata: via libera per 4 regioni e iter
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto: ora l’iter passa al Parlamento.
Giorgia Meloni durante un’attività parlamentare. Foto: il Giornale — Mossa di Meloni: l’ok all’autonomia, rafforza Salvini e avvicina le urne (https://www.ilgiornale.it/news/governo/mossa-di-meloni-lok-allautonomia-rafforza-salvini-e-avvicina-le-urne/)
Foto: il Giornale — Mossa di Meloni: l’ok all’autonomia, rafforza Salvini e avvicina le urne ilgiornale.it
Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai disegni di legge sull’autonomia differenziata per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Secondo il Giornale, l’accelerazione impressa da Giorgia Meloni apre la fase parlamentare della riforma.
Il voto dell’esecutivo riguarda quattro disegni di legge per quattro regioni e riporta l’autonomia al centro della discussione della maggioranza. Sullo sfondo resta anche il calendario politico: secondo il Giornale, i tempi stimati per l’esame delle norme erano compatibili con elezioni politiche nella primavera del 2027.
Il via libera per quattro regioni
L’iter dovrà ora trasferirsi in Parlamento.
Il via libera consente a Salvini di presentarsi al congresso della Lega del 24 e 25 ottobre avendo superato uno dei principali argomenti polemici della componente nordista del partito.
«Avanti tutta con una battaglia storica iniziata da Umberto Bossi e Roberto Maroni»
Salvini ha commentato così il via libera. Roberto Calderoli ha definito la decisione un «passo avanti decisivo», indicando il completamento dell’esame parlamentare come obiettivo della nuova fase.
Il percorso tra Camera e Senato
Il primo approdo dei provvedimenti dovrebbe essere la Camera dei deputati, ma resta aperta l’ipotesi di una divisione: due disegni di legge a Montecitorio e due al Senato della Repubblica.
Il percorso previsto comprende più passaggi politici e tecnici:
- l’assegnazione dei testi in Commissione;
- la calendarizzazione nella conferenza dei capigruppo;
- l’approdo in Aula;
- la presentazione di emendamenti e ordini del giorno;
- il voto finale.
La stima indicata per questa sequenza è di quattro o cinque mesi, includendo la pausa natalizia. L’autonomia era stata richiamata dalla Lega tra le ragioni di prudenza rispetto all’eventualità di tornare alle urne prima della conclusione naturale della legislatura, prevista nell’ottobre 2027.
Il congresso della Lega e gli equilibri del Nord
Secondo il Giornale, i sondaggi citati indicano Fratelli d’Italia come primo partito in quasi tutte le regioni del Nord. Il percorso legislativo resta ancora da svolgere.
Forza Italia e Lega avevano manifestato perplessità sulle elezioni anticipate, auspicando il termine naturale della legislatura. Per il Carroccio, un voto prima dell’ottobre 2027 avrebbe potuto restringere i tempi per completare l’iter dell’autonomia attraverso il via libera agli accordi regionali.
L’ipotesi election day nella primavera 2027
Secondo il Giornale, la durata stimata dell’esame parlamentare era compatibile con elezioni politiche a fine maggio o all’inizio di giugno 2027. In questa prospettiva, politiche e amministrative avrebbero potuto essere accorpate in un solo election day.
Le dimensioni dell’operazione sarebbero rilevanti:
- circa duemila Comuni chiamati al voto amministrativo;
- circa tredici milioni di italiani coinvolti nelle consultazioni locali;
- un risparmio stimato per lo Stato tra 100 e 150 milioni di euro con l’accorpamento in una sola giornata.
Per il Giornale, il risparmio prospettato veniva indicato come uno degli argomenti da portare al Quirinale per chiedere lo scioglimento anticipato delle Camere.
La manovra uscita dall’ordine del giorno
Nella stessa giornata del Consiglio dei ministri, il primo ordine del giorno inviato alla stampa alle 16:48 prevedeva l’illustrazione della manovra. Nel documento successivo, trasmesso alle 17:38, quel punto non compariva più.
Palazzo Chigi ha spiegato la differenza con queste parole:
«per mero errore materiale è stato trasmesso un odg non aggiornato»
Il via libera alla manovra poteva quindi slittare di alcuni giorni rispetto alla data inizialmente ipotizzata del 23 ottobre 2026. Sull’autonomia differenziata, il passaggio successivo indicato era l’avvio dell’esame parlamentare dei quattro disegni di legge.

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