Addio a Piper Laurie: morta la grande attrice di Carrie e Twin Peaks
FILE - Actress Piper Laurie arrives at the Women in Film Crystal Lucy Awards, Friday June 12, 2009, in Los Angeles. Laurie, the strong-willed, Oscar-nominated actor who performed in acclaimed roles despite at one point abandoning acting altogether in search of a “more meaningful” life, died early Saturday, Oct. 14, 2023, at her home in Los Angeles. She was 91. (AP Photo/Matt Sayles, File)
Si è spenta il 14 ottobre all’età di 91 anni l’attrice americana Piper Laurie. Il grande pubblico la conosce per il ruolo della terribile madre di Carrie nel film omonimo e per la fedifraga Catherine Martell di Twin Peaks, ma la sua carriera parte da molto più lontano e nella sua vita l’attrice è stata anche una accesa sostenitrice dei diritti civili.
Il suo vero nome era Rosetta Jacobs ed era nata nel Michigan. a Detroit, da genitori di origine russa e polacca. A soli 17 anni, in pieno star system, venne messa sotto contratto dalla Universal e ricevette il nome con cui sarebbe diventata famosa: Piper Laurie. Nel 1950 debutta in Amo Luisa disperatamente (Louise), interpretando la figlia di Ronald Reagan, con cui ha una breve relazione (nella sua autobiografia racconta di aver perso con lui la verginità). Lo Studio non le offre ruoli interessanti, ma commediole come Francis alle corse, Il principe ladro, Non c’è posto per lo sposo, o film in costume come La sposa di Damasco, tanto che a un certo punto, stufa, Piper Laurie rompe il contratto e si trasferisce a New York per studiare recitazione e fare esperienza teatrale. In quel periodo appare in diversi ruoli televisivi, anche tratti da classici, finché non viene richiamata a Hollywood dalla possibilità di recitare al fianco di Paul Newman in Lo spaccone, ruolo per cui viene candidata all’Oscar. Nonostante il suo indubbio talento, il cinema non le offrì altri ruoli di rilievo, anche se a Broadway porta in scena con successo un allestimento de Lo zoo di vetro di Tennessee Williams.
A un certo punto abbandona per ben 15 anni la recitazione, per dedicarsi alla difesa dei diritti civili e alla lotta contro la guerra in Vietnam. Torna sul grande schermo nel 1976, nel ruolo della terribile madre di Carrie, nell’omonimo adattamento del primo romanzo di Stephen King e ottiene un’altra candidatura all’Oscar. Questo successo rilanciò la sua carriera cinematografica e la portò a recitare in film come Ruby, Tim con Mel Gibson, Nel fantastico mondo di Oz e Figli di un dio minore, per cui ottiene la sua terza candidatura all’Oscar. In tv appare in episodi di La signora in giallo, Ai confini della realtà, Matlock e La bella e la bestia, fino ad un altro ruolo fondamentale, quello dell’oscura Catherine Martell in I segreti di Twin Peaks di David Lynch. Negli anni Novanta e Duemila lavora costantemente: tra i titoli la ricordiamo in Il mistero di Storyville, Trauma di Dario Argento, Ricordando Hemingway, Tre giorni per la verità, Eulogy, The Faculty, The Dead Girl e in serie come E.R. Medici in prima linea, Frasier, Will & Grace, Law & Order – Unità speciale, Dead Like Me, Cold Case, MacGyver, in genere in veste di guest-star. La sua ultima interpretazione al cinema è del 2018, nel film Cocaine – La vera storia di White Boy Rick. Tra i suoi premi anche un Emmy per la miniserie Promise, sempre in veste di co-protagonista. Per noi resta una grande attrice, che avrebbe probabilmente meritato di più da una carriera comunque più che rispettabile.
