Aline, una favola popolare ispirata a Celine Dion 

In sala dal 20 la biopic di e con Valerie Lemercier

Una bella favola popolare che alla fine commuove perché ispirata, seppur con molte libertà, alla vita di Céline Dion che, oltre al talento, ha avuto un’esistenza complicata e un po’ da Cenerentola.

Ma non solo questo: ALINE LA VOCE DELL’AMORE, di e con Valérie Lemercier, dal 20 gennaio al cinema con Universal e Lucky Red, è oltre che un singolare omaggio alla pop star da parte di un’artista nota in genere per la sua ironia, soprattutto il ritratto di una persona ordinaria, come tante, che ha avuto coraggio e successo. Per quanto riguarda quest’ultimo c’è poco da dire: è l’artista canadese che ha venduto più dischi di tutti (200 milioni di copie in tutto il mondo) e con un patrimonio stimato in oltre 450 milioni di dollari. 
   

Ma in questo ritratto romanzato e melò della vita di Céline Dion, con la Lemercier nei panni di ‘Aline Dieu’, cantante canadese che diventa superstar internazionale, c’è poi il grande coraggio di quelli che sono i tre veri protagonisti di questa commedia drammatica francese: la stessa Aline/Celine, la madre Sylvette (Danielle Fichaud), motore del successo della figlia, e il suo manager Guy – Claude (interpretato dall’attore canadese Sylvain Marcel), grande amore da lei sposato contro tutto e tutti: quando si incontrano la prima volta lei ha dodici anni e lui trentotto. 
   

Infine, sul fronte fiaba tanti sono gli elementi che parlano in questo senso. Intanto la sua famiglia cattolica e molto semplice composta da quattordici figli; il fatto che a soli dodici anni Celine scrisse la sua prima canzone, Ce n’était qu’un rêve grazie all’aiuto del fratello Michel e della madre e infine, il suo stesso esordio artistico. Ovvero l’invio di una sua cassetta registrata al discografico René Angélil che, colpito dalla sua voce, la invita subito nel suo studio, le dà una matita dicendo: “Immagina che sia un microfono, ora canta come se fossi in uno spettacolo esaurito in ogni ordine di posti”. Lontana da ogni agiografia, piuttosto nel segno di “sono una persona ordinaria”, la biopic della Lemercier, già al Festival di Cannes fuori concorso, punta all’umanità che c’è dietro la star. 
   

E lo fa dagli inizi fino all’Oscar per ‘My Heart Will Go On’ del film TITANIC. (ANSA). 

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