ANCHE IL QUIRINALE ISOLA CONTE

Prima un sondaggio choc che testimonia il senso di insoddisfazione degli italiani nei suoi confronti, poi l’imminente crisi di governo e un possibile faccia a faccia con Matteo Renzi in Aula: il 2020 di Giuseppe Conte non è iniziato affatto bene. Anche perché deve portarsi dietro tutti i timori e le responsabilità di un eventuale fallimento della campagna di vaccinazione, dei progetti del Recovery Fund e del ritorno a scuola in presenza. Il governo non può permettersi di fallire eppure è ancora immobilizzato a causa delle continue liti a cui ormai da un mese gli italiani sono costretti ad assistere. L’esperienza giallorossa terminerà a stretto giro o si tratta solo di una strategia escogitata da Matteo Renzi per accaparrarsi qualche poltrona e consenso in più? Staremo a vedere, considerando sempre che gli scenari in caso di crisi sono davveri tanti.

Come se non bastasse, a Palazzo Chigi devono fare i conti pure con la “frecciatina” lanciata dal capo dello Stato in occasione del discorso di fine anno. “Si poteva fare di più e meglio? Probabilmente sì, come sempre”, ha dichiarato Sergio Mattarella rivolgendosi ai cittadini in riferimento alla gestione dell’emergenza Coronavirus da parte dell’esecutivo. Il premier non l’ha affatto digerita. A questo si aggiunge il mancato elogio pubblico dell’operato della sua squadra. L’asse Quirinale-Chigi potrebbe presto raffreddarsi e condirsi di ulteriori divergenze e distanze.Le elezioni anticipate

L’avvocato è sempre più isolato. Come scrive Marco Antonellis su Affari Italiani, dal Colle rivelano che il presidente della Repubblica – qualora dovesse esserci una crisi di governo – avrebbe solamente due reali priorità da salvaguardare: il Recovery Plan e la campagna vaccinale, senza preoccuparsi di tenere a galla i giallorossi a tutti i costi. Se non si riuscisse a trovare un’altra maggioranza allora si potrebbe poi tornare al voto nel giro di qualche mese, ovviamente appena la situazione epidemiologica lo consentirà.

Tra tutte le ipotesi sul tavolo il Quirinale vorrebbe scongiurare assolutamente una parlamentarizzazione della crisi poiché si presenterebbero seri rischi per la tenuta dello spread. Di conseguenza Mattarella vorrebbe evitare plateali show in Parlamento tra Conte e Renzi. Invece il premier vorrebbe l’opposto: sfidare il leader di Italia Viva in Aula per disinnescarlo, sfruttando il voto parlamentare sul Recovery Fund per sfidarlo a non votare il piano o addirittura a ritirare i ministri e il sottosegretario. Intanto con il passare dei giorni appare evidente come si stia sgretolando il cordone per salvare Giuseppi.

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