Arluno, truffa in videochiamata: svuotata la cassaforte

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Truffa in videochiamata ad Arluno: un’anziana apre a due uomini dopo aver riconosciuto il chiamante. Cassaforte svuotata, valore non quantificato al momento.

Immagine illustrativa generata al computer sul tema: Anziana davanti alla porta di casa mentre sullo smartphone compare una videochiamata con un falso agente

Immagine illustrativa generata con intelligenza artificiale: non ritrae l'evento, le persone o i luoghi di cui parla l'articolo.

Immagine generata con intelligenza artificiale

Una truffa in videochiamata ha colpito un’anziana residente ad Arluno, in provincia di Milano: due uomini, entrati nell’abitazione, hanno svuotato la cassaforte. Il raggiro è avvenuto nei giorni precedenti mercoledì 23 settembre 2026, secondo Il Giorno.

La vittima ha aperto la porta perché ha riconosciuto uno dei due uomini arrivati all’abitazione come la persona vista poco prima durante la chiamata.

La chiamata del falso appartenente alle forze dell’ordine

L’uomo che ha contattato l’anziana si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine e ha mostrato il proprio volto in video. La chiamata è stata usata per mostrare il volto del chiamante e instaurare rapidamente un rapporto di fiducia con la destinataria.

Nel corso della conversazione, il falso agente ha sostenuto che la targa dell’automobile dell’anziana fosse stata clonata e utilizzata per commettere una rapina. Ha quindi prospettato la necessità di verificare subito la situazione dentro casa.

“controllo urgente” — il falso agente durante la videochiamata

La ricostruzione indica una modalità fondata sul riconoscimento visivo: i truffatori hanno fatto affidamento sul fatto che l’anziana non eseguisse un “print screen” del volto comparso sullo schermo. Pochi minuti dopo la videochiamata, l’anziana ha riconosciuto uno dei due uomini come la persona vista durante la chiamata.

L’arrivo di due uomini alla porta

Pochi minuti dopo la videochiamata, due uomini si sono presentati alla porta dell’abitazione. L’anziana ha riconosciuto uno dei due come il chiamante e li ha ritenuti attendibili, decidendo di farli entrare.

I due uomini sono entrati nell’abitazione dell’anziana dopo che la donna aveva aperto la porta, riconoscendo in uno di loro la persona comparsa in videochiamata.

La combinazione della cassaforte

Una volta dentro, i due uomini hanno convinto l’anziana a rivelare la combinazione della cassaforte. Hanno quindi svuotato completamente il contenuto custodito all’interno.

La sequenza ricostruita comprende tre passaggi distinti:

  • la videochiamata con il falso appartenente alle forze dell’ordine;
  • il riferimento alla targa clonata e alla rapina;
  • l’ingresso nell’abitazione e l’apertura della cassaforte.

Il valore della refurtiva non è stato quantificato al momento della pubblicazione. Non sono state rese note le identità dei due uomini che si sono presentati alla porta.

La videochiamata indicata come novità

Per i Carabinieri, l’impiego della videochiamata per truffare persone anziane rappresenta una novità che le forze dell’ordine non avevano finora riscontrato. In questo caso la tecnologia non è stata usata soltanto per contattare la vittima, ma per rendere riconoscibile il volto del sedicente agente prima dell’arrivo dei due uomini.

L’anziana ha riconosciuto uno dei due uomini come la persona vista poco prima in videochiamata e ha aperto la porta ritenendolo attendibile.

L’invito dei Carabinieri alla prudenza

I Carabinieri hanno invitato alla massima prudenza contro le truffe agli anziani. Il caso di Arluno riguarda un raggiro costruito con una falsa qualifica, una conversazione in video e la successiva presenza di due uomini nell’abitazione della vittima.

Il valore della refurtiva e l’esito delle indagini non sono stati resi noti.


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