ARRESTATO E DENUNCIATO IL WRITER GECO

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Alla Stazione Termini, sui cavalcavia del Grande Raccordo Anulare e della Tangenziale, sui palazzi e le saracinesche dei negozi, sui cartelli stradali. Sono decine i luoghi urbani a Roma dove si legge la scritta, o meglio la “tag” Geco, spesso a caratteri cubitali. Una firma ricorrente anche sui muri di altre grandi città. in Spagna per esempio o a Lisbona, in Portogallo. Adesso il misterioso writer, già più volte denunciato per i suoi graffiti, ha un volto e un nome, dopo un anno di indagini del Nucleo Ambiente Decoro della Polizia Locale di Roma Capitale.

‘Geco’ è in realtà L.P., cittadino di nazionalità italiana di 30 anni, autore di centinaia di graffiti e adesivi in diverse zone di Roma. Tramite accertamenti e perquisizioni in vari quartieri della Capitale, gli agenti sono risaliti al trentenne, individuato nel quartiere Prenestino. Dovrà rispondere di danneggiamento e reato continuato, a cui faranno seguito probabilmente le richieste di risarcimento per i danni riportati dalle parti interessate.

“Centinaia di bombolette spray,migliaia di adesivi, funi, estintori, corde, lucchetti, sei telefoni cellulari, computer, pennelli, rulli e secchi di vernice. Si tratta del materiale che il Nucleo Ambiente e Decorodella nostra Polizia Locale ha sequestrato al writer romano noto come ‘Geco’ che, insieme all’assessore Linda Meleo, avevamo già denunciato per aver deturpato diversi edifici della nostra città”, scrive. “Grazie al lavoro del Nad, e a un anno di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma – aggiunge – i nostri agenti sono riusciti a identificare il writer. I magistrati hanno poi disposto perquisizioni domiciliari e nei mezzi a sua disposizione. Era considerato imprendibile, ma ora Geco è stato identificato e denunciato. Ha imbrattato centinaia di muri e palazzi a Roma e in altre città europee, che vanno ripuliti coni soldi dei cittadini. Una storia non più tollerabile”.

Con un lungo post su Facebook la sindaca Virginia Raggi ha ringraziato la polizia per il lavoro svolto:

In un’intervista rilasciata qualche anno fa al giornale Ocorvo.pt, durante la sua permanenza in Portogallo, il writer aveva dichiarato che voleva che “fosse impossibile non ricordare il suo nome”: “Voglio diffondere il mio nome più che puntare su un’estetica precisa. Le due cose possono convivere, ma il mio obiettivo è la quantità”. Aveva raccontato di vivere i graffiti come un’attività individuale, una sorta di sfida personale, e di agire soprattutto da solo con una predilezione per gli edifici abbandonati.

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