Bargiggia attacca la Leotta: “Faccia di bronzo. Nell’ambiente tutti sanno, ma nessuno dice”
Paolo Bargiggia, attraverso il suo sito ufficiale attacca Diletta Leotta, dopo lo sfogo della conduttrice di DAZN sui suoi canali social: “La signorina Diletta Leotta che si lamenta per l’invasione dei media sulla sua vita privata fa ridere più delle comiche di Stanlio e Ollio. O di Ridolini per chi preferisce un genere diverso. Un post su Instagram per dire che in giro “c’è del giornalismo-spazzatura che pratica il gossip-veleno con i fotografi sotto casa e in scooter dietro ogni mio spostamento…”. Ma dice davvero? Cara Diletta, forse non lo sa ma il giornalismo spazzatura, purtroppo non è solo quello gossiparo; ma anche quello che in questi anni ha permesso a persone con poca preparazione come Lei di diventare, alla velocità della luce, conduttrici di punta di programmi sportivi nazionali. Quel giornalismo-spazzatura e io aggiungo anche tanto cialtrone che, se hai un bel dècolletè e fai le pose ammiccanti nelle storie su Instagram ti fa lavorare a discapito di quelle con più talento che però non sono così telegeniche. Fuori di ipocrisia, la storia del giornalismo sportivo televisivo in Italia degli ultimi decenni è piena di queste storie. Potrei fare un elenco lungo come la guida del telefono ma ovviamente preferisco evitare. Solo che a me queste storie piene di ipocrisia e falsa morale non piacciono. Però, per onestà intellettuale, sia chiara una cosa: della modalità tutta curve e sorrisi non è stata certo Lei l’unica a beneficiarne. Ma una cosa mi manda particolarmente in bestia: nell’ambiente, tutti sanno ma nessuno dice. Oppure: tutti sanno ma nessuno interviene per cambiare il corso delle cose e far tornare un po’ di meritocrazia in questo benedetto mestiere. A me, tanto per essere chiari, della Leotta come fenomeno mediatico frega zero. Uno, perché professionalmente non mi trasmette e non mi insegna nulla. Due, perché della sua presunta bellezza non me ne frega niente. Anzi, per me, ad essere sincero, non è nemmeno tanto bella e il mio prototipo di bellezza al femminile è totalmente diverso. Adesso, la Leotta che fa la vittima quando fino a ieri ha cavalcato in pieno per fama e successo le dinamiche del giornalismo-gossip, mi dà un fastidio bestiale. Ritengo Lei e quelle come lei un freno a mano sulla strada del ritorno a valori profondi, educativi e impegnati, contro superficialismo e stupidità; cose che che dilagano tra le nuove generazioni. Adesso che probabilmente alla signorina Diletta qualcuno ha detto che stava esagerando con un’esposizione mediatica in stile Belen Rodriguez prima maniera, ha avuto un sussulto e si è preoccupata. Solo che lo ha fatto attaccando chi scrive ogni giorno su di Lei. La Gazzetta dello Sport e Calciomercato.com, tra i tanti, un giorno si e l’altro pure ci fracassano gli zebedei con la Leotta che si allena, con il look della Leotta che “infiamma il web” ecc ecc. Insomma, cose da pippaioli del web. Se la signorina Leotta non avesse voluto un’esposizione mediatica da sfruttare per alzare in suoi compensi professionali, specie ad inizio carriera, avrebbe scelto da sempre il low profile come fanno tante altre giornaliste ( capaci) magari anche più avvenenti di lei. Perché non è certo una colpa essere belle; ma è una colpa voler fare la giornalista, la influencer, la showgirl, la presentatrice, la bordocampista, l’intervistatrice e chissà cos’altro veicolando ogni giorno un’immagine di sè pruriginosa e forse ingannevole nei contenuti e nei messaggi
