Beetlejuice Beetlejuice ha quasi ottenuto un debutto in streaming
Ancor prima di fissare una data d’uscita al cinema, Beetlejuice Beetlejuice ha rischiato di non raggiungere mai il grande schermo
C’è stato un momento in cui Tim Burton ha valutato la distribuzione di Beetlejuice Beetlejuice non al cinema, bensì in streaming. Negli Stati Uniti, sarebbe approdato sulla piattaforma di HBO Max, ma quel lancio non è mai avvenuto. E per fortuna, verrebbe da dire, se si considera che dal suo debutto al cinema ha incassato circa 264 milioni di dollari al botteghino mondiale. Di ritorno sul grande schermo dal 6 settembre 2024, dopo un’anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia con tutto il cast, Beetlejuice Beetlejuice ha riportato lo spirito dispettoso di Michael Keaton ancora una volta nella vita di Lydia, questa volta donna adulta e persino madre ma interpretata ancora una volta da Winona Ryder.
Il risultato ottenuto al botteghino a distanza di due settimane dal lancio conferma che Beetlejuice Beetlejuice apparteneva al grande schermo. Eppure, in precedenza, Tim Burton avrebbe preso in considerazione l’idea di distribuire il sequel in streaming. Come riporta il New York Times, a seguito di diverse delusioni al botteghino per Warner Bros (come accaduto con Furiosa: A Mad Max Saga e Horizon: An American Saga – Capitolo 1), era stata presa in considerazione l’idea di distribuire Beetlejuice Beetlejuice in streaming. Questo avveniva prima ancora che il sequel ottenesse il via libera dai co-presidenti della Warner BrosMotion Picture Group Michael De Luca e Pamela Abdy. Quest’ultima ha confermato: “Tim non l’avrebbe approvato. Stiamo parlando di un artista visionario i cui film richiedono di essere visti sul grande schermo”.
Come riportato dal New York Times, Tim Burton avrebbe lottato per Beetlejuice Beetlejuice in merito a costi e distribuzione. Nonostante i timori, gli Studios hanno pattuito che, se Beetlejuice Beetlejuice fosse stato realizzato con un budget inferiore ai 100 milioni di dollari, allora sarebbe uscito al cinema. Il sequel è costato 99 milioni di dollari, per cui ha ottenuto il via libera. Come precisa il report condiviso dal New York Times, pare che Tim Burton, Winona Ryder, Catherine O’Hara e Jenna Ortega all’epoca accettarono di incassare meno compenso in anticipo in cambio di una quota maggiore di backend (profitto in genere incassato dopo il recupero delle spese di distribuzione). L’agente di Tim Burton, Mike Simpson, ha rivelato al New York Times che, prima ancora di avviare le riprese, il film ha rischiato grosso: “Passarono due mesi in cui ogni giorno il film stava per morire”, ha raccontato. (comingsoon.it)
Immagine: IGN
