Billie Eilish: un documentario per presentare il nuovo album?

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E su “Bad guy”, la hit che la lanciò, la popstar ora dice: “È la canzone più stupida del mondo”

Non solo l’uscita del nuovo album di Billie Eilish è più vicina di quanto si pensi, ma potrebbe essere accompagnata anche dall’uscita di un documentario che presenterà il disco e svelerà le curiosità, i segreti e i retroscena della genesi delle canzoni che lo comporranno. Ad anticiparlo è stata la stessa 21enne popstar losangelina in occasione di una recente ospitata al “Jimmy Kimmel Live”, il programma condotto da Jimmy Kimmel, tra i salotti più seguiti della tv statunitense, condivisa insieme al fratello-produttore Finneas: “Abbiamo filmato l’intera realizzazione del prossimo album su cui stiamo lavorando”, ha detto Billie Eilish.

Non è dato conoscere, al momento, la destinazione finale del documentario, se approderà su qualche piattaforma di streaming o se invece arriverà direttamente al cinema.

Nel corso della sua carriera finora la voce di “Bury a friend” ha sperimentato entrambi i canali. Nel 2021 la stellina del pop aprì le porte del suo mondo alle telecamere di R.J. Cutler per il docu-film “Billie Eilish: The World’s a little blurry”, che fu pubblicato su AppleTv+, e nello stesso anno pubblicò su Disney+ il film-concerto “Happier than ever: A love letter to Los Angeles”, nel quale duettava virtualmente con la versione “principessa Disney” di sé stessa. All’inizio di quest’anno, invece, è stato proiettato nei cinema di tutto il mondo “Billie Eilish: Live at the O2”, il film dei sei concerti tenuti nel 2022 da Billie Eilish sul palco della O2 Arena di Londra, 200 mila biglietti venduti complessivamente: nel Regno Unito l’uscita del film nelle sale è stata accompagnata da alcune polemiche per via della decisione dei British Board of Film Classification, l’organismo che oltremanica si occupa della valutazione e dell’eventuale censura dei film, di vietare l’ingresso nelle sale ai minori di 15 anni, a causa del linguaggio di monologhi e testi delle canzoni, considerato “volgare”, tra parolacce, pornografia e abusi.

Billie Eilish, che negli scorsi mesi ha conquistato le classifiche mondiali con “What was I made for”, contenuta nella colonna sonora di “Barbie” (il singolo ha superato su Spotify quota 360 milioni di streams negli ultimi tre mesi, da luglio ad oggi), ha iniziato già da tempo a preparare il terreno in vista del ritorno sulle scene discografiche con il suo terzo album, l’ideale successore di “Happier than ever”, parlandone spesso nelle interviste. I brani hanno cominciato a prendere forma proprio durante la tournée del disco del 2021 e nei filmati girati sono finiti anche i genitori di Billie e Finneas, sempre con loro. Papà Patrick all’inizio si limitava a guidare i van, mentre ora si preoccupa pure dell’allestimento dei palchi dei concerti: “Non dice a nessuno dello staff il suo nome completo perché non vuole che nessuno degli operai sappia che è mio padre”, ha detto Billie Eilish a Jimmy Kimmel.

Nell’intervista, la popstar – che in “Happier than ever” raccontò la sua crescita, cantando di come il successo avesse stravolto la sua vita – ha definito “Bad guy”, una delle sue più grosse hit, “la canzone più stupida del mondo” e come “un atto di trolling”. Sono passati solo quattro anni, ma l’esordio del 2019 sembra già appartenere al passato remoto.

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