Blackbird – L’ultimo abbraccio, Susan Sarandon in un film inedito su NOW

Susan Sarandon è la protagonista di Blackbird – L’ultimo abbraccio, disponibile in streaming su NOW e mai uscito nelle sale italiane: la storia di un ultimo desiderio di una donna, in una famiglia che nasconde segreti.

Il cinema da sempre aiuta anche a fare i conti con la vita, e se questo cinema ha il volto di un’attrice veterana e apprezzata come Susan Sarandon, questi tragitti emotivi non possono che coinvolgere: su NOW a partire dal 26 luglio sarà disponibile un film drammatico da lei interpretato e inedito nelle sale italiane, Blackbird – L’ultimo abbraccio, diretto da Roger Michell, in passato autore dell’amatissimo Notting Hill. Blackbird è visionabile da chiunque all’interno del pass Cinema + Entertainment di NOW (3 € per i primi 30 giorni se non si è già registrati). Qual è la trama di Blackbird e com’è nato questo viaggio negli affetti e nelle dinamiche familiari?

Blackbird – L’ultimo abbraccio, la trama del film con Susan Sarandon

Blackbird – L’ultimo abbraccio racconta di Lily (Susan Sarandon), che con la complicità di suo marito Paul (Sam Neill), riunisce la sua famiglia per un weekend, con la collaborazione della sua amica Liz (Lindsay Duncan). All’invito rispondono le due figlie di Lily: la maggiore Jennifer (Kate Winslet) con suo marito Michael (Rainn Wilson) e suo figlio quindicenne Jonathan (Anson Boon), nonché la minore Anna (Mia Wasikowska), con la compagna Chris (Bex Taylor-Klaus).
La motivazione dell’invito non è tuttavia serena: Lily soffre di sclerosi laterale amiotrofica e progetta la propria eutanasia prima della fine della settimana. L’addio non viene tuttavia recepito come previsto: nessuno accetta la ferale decisione, e anzi la tensione drammatica del momento scuote i legami di tutti i membri della famiglia, mentre vengono a galla segreti del passato…

Susan Sarandon sulla sua performance in Blackbird – L’ultimo abbraccio

Ottenendo il ruolo a scapito della sua collega Diane Keaton, che vi si era avvicinata ma poi ha abbandonato il progetto, Susan Sarandon dà con Blackbird un’altra dimostrazione delle sue duttili capacità recitative. Non si tratta però di pietismo (“Ho cercato di non risultare simpatica all’inizio”, sottolinea l’attrice), né si tratta solo di fredda tecnica. In un’intervista col sito App., Susan ha tracciato un interessante parallelo tra la vicenda narrata nel film e la condizione che stiamo vivendo da più di un anno a questa parte.

La cosa più triste, l’aspetto più terrificante del COVID è la gente che muore sola, dopo aver lasciato i tuoi cari al pronto soccorso, senza capire che potresti non rivederli mai più, se non per dir loro addio con un cellulare. Quando sento queste storie da quelli che lavorano negli ospedali, mi si stringe il cuore. E penso che tutto questo abbia affinato la nostra necessità di dire alle persone che le amiamo e che vogliamo stare con loro.

Per Susan Sarandon il cinema e film come Blackbird – L’ultimo abbraccio servono effettivamente a qualcosa: non sono soltanto arte o intrattenimento, o meglio rappresentano quanto l’arte ci può dare per aiutarci ad affrontare l’esistenza. Susan aggiunge:

A questo servono i film: racconti una storia in cui puoi mostrare punti di vista diversi o consentire alla gente di sperimentare cosa significhi trovarsi in una situazione in cui non sono mai stati. […] Spero sempre che dopo ogni film che faccio la gente si senta incoraggiata a diventare protagonista della propria vita, e che le persone possano pranzare o cenare mentre sono d’accordo o in disaccordo su qualcosa a cui non avevano mai pensato prima. Amo questo aspetto.

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