BOXE: MONDIALI ELITE
Il bicchiere di Salvatore Cavallaro resta comunque quasi pieno. Un bronzo mondiale dopo 8 anni di astinenza dell’intero movmento italiano, è un dato significativo e incoraggiante. Il tutto, ovviamente, con la speranza di andare oltre in serata, quando nella categoria 92 kg si giocherà l’accesso in finale l’irpino-marocchino Abbes Mouhiidine. Cavallaro nella semifinale contro Yoenlis Hernandez Martinez ha confermato il suo alias, ‘occhi di tigre’. Non ha avuto paura di andare a caccia pur sapendo che le armi per spaventare l’avversario non erano molte. Il problema per Cavallaro è stato,,, Hernandez, confermatosi di livello ampiamente superiore: tecnico, veloce, all’occorrenza discretamente potente. Tutte qualità che Hernandez ha mostrato in tre round in cui comunque non ha passeggiato, costretto alla massima attenzione dalla costante avanzata del siciliano. Il jab sinistro del cubano, tra l’altro superiore in allungo, è stato il colpo che nel corso dei primi due round ha fatto la differenza. Sotto di 20-18 su tutti e 5 i cartellini, Cavallaro ha comunque voluto lasciare il mondiale a testa alta cercando l’impossibile nel terzo round. Non ce l’ha fatta, anzi è stato Hernandez che, iniziando ad usare con maggiore frequenza il destro, in qualche caso anche di primo acchitto, ha legittimato la sua vittoria. Alla fine verdetto severo ma giusto: 5-0, quattro 30-27 e addirittura un 30-26. Ma nessun rammarico: per un pugile che aveva sperato a lungo nell’Olimpiade attraverso i complicati calcoli del ranking per poi venire beffato per un pugno di punti, e che nello scorso mese di agosto era stato operato al gomito del braccio sinistro, questo bronzo ha un peso speciale.
