Brian May negativo al test Covid-19 

Dopo 12 giorni di isolamento il chitarrista dei Queen e la moglie non sono risultati entrambi positivi a un test rapido

Buone notizie per Brian May: il chitarrista dei Queen e sua moglie, entrambi contagiati dal virus SarS-Cov-2 in occasione di un pranzo tra amici poco meno di due settimane fa, e da ormai 12 giorni in isolamento domiciliare, sono risultati entrambi negativi a un test rapido. “Ne faremo un altro domani”, ha scritto l’artista sul proprio account Instagram: “Poi considerateci sicuri per ricongiungerci con l’umanità – ma sempre con molta attenzione. E’ sempre possibile prendere questa cosa più di una volta: buona fortuna là fuori, e restate al sicuro”.

“Perché sono cautamente ottimista sul Covid? Tutte le prove attuali indicano che evolvendosi nella variante Omicron il Coronavirus è diventato molto più efficiente nel propagarsi e meno efficiente nell’uccidere le sue vittime”, ha spiegato May – musicista ma anche dottore in astrofisica e da sempre appassionato di scienza – in un post precedente: “In termini evolutivi, a quanto ho capito, entrambi questi cambiamenti sono benefici per il continuo successo dell’organismo in tutto il pianeta. I primi ceppi di Covid-19 sono stati senza dubbio mortali: abbiamo perso tutti cari amici e parenti. Perdo la pazienza molto in fretta con con gli illusi che la chiamano una ‘falsa’ pandemia. Tornate coi piedi per terra. Chiedete al personale sanitario se è falsa. Attraverso una serie di mutazioni, questa nuova versione ha avuto un tale successo da essere già da ora, o da diventare molto presto, la variante dominante nel mondo. Penso che sia una buona cosa per il virus, e lo sia anche per noi. Perché? Ciò che generalmente non viene compreso è che un virus non deve uccidere i suoi portatori per avere successo. Anzi, per la verità è esattamente il contrario. Se uccide le sue vittime in modo troppo efficiente, non avrà il tempo di diffondersi. Questo è spesso citato come il motivo per cui il virus mortale Ebola non è mai diventato una pandemia. E’ sempre stato contenuto, ma il contenimento è stato possibile solo perché ha ucciso la maggior parte delle sue vittime prima che avessero la possibilità di infettare qualcun altro. Questo virus potrebbe anche non essere naturale – potrebbe essere stato creato dall’uomo – ma una volta messo in circolazione è soggetto alle ‘leggi’ della selezione naturale come ogni altro organismo su questo pianeta. Quindi questa direzione dell’evoluzione del virus Covid è proprio ciò di cui ha bisogno per prosperare come specie. Ma è anche proprio quello di cui abbiamo bisogno noi, perché significa che l’umanità può conviverci. Speriamo che continui in questa direzione e diventi solo un altro virus che causa il raffreddore. È stato suggerito (si veda il professor Marc Van Ranst) – in modo intrigante – che la pandemia di influenza russa del 1890 sia stata causata da un coronavirus molto simile al Covid 19, e si sia evoluto in uno dei comuni virus del raffreddore ancora attivi oggi. Quindi, forse, entro il prossimo Natale potremmo ritrovare tutti quella vecchia ‘normalità’ per cui ci stiamo struggendo. Preghiamo che la razza umana, nel frattempo, sia riuscita a imparare qualche lezione”. (Rockol.it)

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