Bruce Willis, la malattia peggiora: “Ormai fatica a parlare, ha perso la gioia di vivere”
Il regista e sceneggiatore Glenn Gordon Caron racconta lo stato attuale dell’attore a cui è stata diagnosticata la demenza frontotemporale
Peggiorano le condizioni di salute di Bruce Willis. L’attore 68enne è lontano dalle scene da quando gli è stata diagnosticata la demenza frontotemporale, descritta dalla sua famiglia come “una malattia crudele di cui molti di noi non hanno mai sentito parlare e che può colpire chiunque”. Oggi è l’amico Glenn Gordon Caron, regista e sceneggiatore di Moonlighting, serie tv (1985-89) grazie alla quale Willis divenne famoso, a dare i tristi aggiornamenti sullo stato di Willis: “Bruce non è quasi più in grado di parlare e ha perso la gioia di vivere”, ha detto al New York Post.
Glenn Gordon Caron è rimasto un caro amico dell’attore e cerca di incontrarlo almeno una volta al mese. Forte anche il legame con la moglie di Willis, Emma Hemming, e le sue tre figlie maggiori, Rumer, 35, Scout, 32 e Tallulah, 29. “Bruce ha dovuto rinunciare alla lettura. Era un lettore vorace – non voleva che nessuno lo sapesse – e ora non legge più. Tutte quelle abilità linguistiche non sono più a sua disposizione, eppure è ancora Bruce. Fa fatica ormai a esprimersi e vederlo in quelle condizioni è uno strazio per chi gli vuole bene. (…) Ho la sensazione che dopo uno o tre minuti lui non sappia più chi sono”, ha detto il regista. E ancora: “Quando sei con lui sai che è Bruce e sei grato che sia lì, ma la gioia di vivere se n’è andata. Non c’è nessuno che avesse più gioia di vivere di lui. Amava la vita e cercava di viverla al massimo e adorava svegliarsi al mattino. Quindi l’idea che ora lui veda la vita come attraverso una zanzariera, ha molto poco senso…”.
Qualche mese fa Bruce Willis è diventato nonno: Rumer Willis, figlia sua e di Demi Moore, ha dato alla luce Louetta Isley, una bimba che ha portato tanta gioia in un momento molto delicato per tutta la famiglia.
