CALCIO: ATALANTA, GASPERINI
“In questi giorni ho letto delle cose folli. Nessuno ha convocato la conferenza stampa, quello che ho letto oggi è disinformazione. Le parole spesso vengono ribaltate. Io comunque non mi dimetto”. Gian Piero Gasperini non vuole assolutamente dimettersi, anche se vuole chiarezza da parte della società. Il tecnico dell’Atalanta è intervenuto a margine dell’evento organizzato dal Tennis Vip alla Cittadella dello Sport di Bergamo: “Le parole spesso sono state ribaltate e capovolte, vi chiedo un po’ di correttezza. Io oggi sentivo che addirittura Gasperini voleva cambiare 10 giocatori – ha dichiarato l’allenatore nerazzurro – serve un po’ più di serietà, non parlate mai con la mia voce, non mi mettete in mezzo a dei vostri ragionamenti”.
Gasperini è tornato anche sulla passata stagione: “Se mi chiedi se questa squadra è competitiva per fare quel che ha fatto prima, spero di essere smentito ma probabilmente è no. Noi abbiamo avuto 21 partite e 22 punti. Sono segnali, non sono poche gare. Nonostante abbiamo fatto così pochi punti, ci sono stati dei motivi clamorosi. Dodici partite con quindici episodi per il Var, mi dispiace che nessuno abbia preso le parti della squadra in modo consistente”.
Infine si è parlato anche di mercato e di quelli che saranno i prossimi obiettivi: “Se noi ragioniamo soltanto sull’obiettivo diventiamo come tante altre, se si continua a battere la grancassa su questa cosa non fate il bene dell’Atalanta, quello che mi preoccupa è che venga rovinato questo tipo d’ambiente. Non avrei immaginato che saremmo arrivati così in alto: è assurdo parlare di fallimento perché dopo tre anni non si va in Champions. Se ci mettiamo al livello delle squadre metropolitane, che hanno numeri pazzeschi, e inseguiamo il risultato ci facciamo del male, per me è fondamentale questa chiarezza. Ci sono tre strade che la società può percorrere sul mercato: un potenziamento immediato tipo Zapata quando partì Petagna e poi Muriel, presi dal presidente Antonio e da Luca Percassi con due blitz; lo svecchiamento partendo da Scalvini e Koopmeiners che sono già qui; la terza è fare poco o niente e stare a guardare. Ma serve chiarezza”, ha concluso Gasperini.
