CALCIO: INTER
Famiglie costrette dai capi ultrà a lasciare la curva nord di San Siro a fine primo tempo di Inter-Sampdoria, in segno di lutto per l’assassinio del pluri pregiudicato Vittorio Boiocchi, guida storica del tifo organizzato dell’Inter. Tifosi presi a calci e pugni, perché si rifiutavano di abbandonare il secondo anello verde, come intimato loro dai coordinatori del tifo organizzato, che in Boiocchi vedevano un esempio. Aspettando che le centinaia di denunce social dei tifosi che raccontano di essere stati minacciati e malmenati si trasformino in denunce vere e proprie, da presentare a carabinieri e polizia, l’Inter si pone un problema: come dimostrare solidarietà ai supporter che loro malgrado non hanno potuto assistere alla partita e soprattutto come evitare che scene simili si ripetano. Sul punto, sono in corso riunioni. Anni fa, a seguito di inchieste penali sui rapporti fra tifoseria e malavita organnizzata, la Juventus scelse la linea dura: denunce, daspo societari e potenziamento del sistema di video sorveglianza allo stadio.
