CALCIO: JUVE-ROMA
Stavolta tra Juve e Roma non è più una questione di spazio (Turone, centimetri) ma di tempo (Orsato, istanti): sarebbe contento Einstein. Tutto è relativo fuorché il finale della storia, ma il gol/non gol che orbita come un satellite attorno al rigore concesso e sbagliato dalla Roma, anzi parato da Szczesny, farà parlare tanto, perché Juve-Roma non finisce mai. C’è tutta la possibile casistica intrecciata tra occhio, macchina, bandierina, centravanti, portiere, fischietto e rigorista. Anche se, alla fine, ciò che accade coincide con quello che doveva accadere, e i vizi non mutano la sostanza di un gol che non c’era (fallo di mano) e di un rigore che invece c’era (fallo del portiere). La partita avrebbe comunque raggiunto il punto B partendo dal punto A, facendo solo un giro più largo, probabilmente più opportuno. Migliaia di pupille umane ed elettroniche, con buona pace del maledetto buffering che ormai ha cancellato ogni dimensione di contemporaneità, hanno visto e rivisto quanto accaduto alla fine del primo tempo, ma qui vale la pena riassumere e forse chiarire.
