Dybala e Vlahovic erano due fantasmi per giunta piuttosto nervosi, ammesso che un fantasma abbia i nervi: uno sta vivendo con evidente disagio i giorni dell’abbandono, l’altro, così giovane, è già tormentato dall’astinenza dal gol. Ma poi si sono finalmente calati sul campo in carne e ossa, ribaltando il triste e spaventato Cagliari (adesso Mazzarri rischia il posto) con un’azione che è uno show temporaneo, uno spettacolo a breve scadenza: quell’intesa elettiva, con la perfetta sincronia tra lo scatto di uno e il lancio dell’altro (e lo sfortunato rimpallo con Altare che renderà quasi involontario il tocco decisivo del serbo), resterà una possibilità mai esplorata fino in fondo.

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