Tre gocce di Pirlo, una scorza di Pjanic, una grattatina di Dybala e poi Vlahovic q.b.: il cocktail juventino è una bevanda di fine estate, senza l’ombrellino ché sarebbe troppo, e con poco ghiaccio. La punizione, seconda consecutiva del serbo tra Roma e Spezia (siamo a due indizi: il prossimo, come scrive la collega Agatha Christie, sarà a tutti gli effetti una prova), dopo appena 9 minuti permette alla Juventus di scivolare felice dentro una partita che è una discesa solo apparente.

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