CALCIO: LAZIO, LOTITO
Scontro aperto fra la Lega di Serie A e il presidente della Figc, Gabriele Gravina: ieri l’assemblea dei venti presidenti ha approvato, all’unanimità, la decisione di mandare una lettera alla Federazione con la richiesta di prorogare di 15 giorni l’approvazione dello statuto per abbassare il quorum alla maggioranza semplice, 50 per cento più uno, vale a dire 11 voti anziché 14 come adesso (vedi Spy Calcio del 25 gennaio).
In pratica i presidenti, guidati da Lotito, sostengono che la Lega è una associazione privata, quindi non deve sottostare alle direttive federali. Non solo: c’è la volontà di rivolgersi anche al Coni e alla Vezzali, se basta. Lo scontro è durissimo. I presidenti non vogliono rinunciare alla politica delle minoranze di blocco che in questi anni avevano paralizzato qualsiasi riforma. Le riunioni tenute ultimamente in Lega non erano servite a nulla, non si era mai arrivati ad una votazione. L’altro giorno Gravina, dopo il consiglio federale, aveva detto: “Credo molto nella democrazia. La Lega di Serie A adotterà i principi informatori. Se non lo fanno loro, lo farà un commissario ad acta”. Più chiaro di così.
La Lega di B e quella Pro hanno già approvato quanto deciso lo scorso anno dal consiglio federale, intenzionato ad aprire una via alla democrazia (la decisione era stata approvata solo con il voto negativo di Lotito e l’astensione di Marotta). La Lega Dilettanti ha ancora tempo perché commissariata con Giancarlo Abete. Ma la dead line per la Lega di A è scaduta in pratica, era prevista per fine gennaio, e ieri se n’è parlato, come in altre occasioni, ma non si è votato. Anzi, c’è stata questa richiesta di proroga di altri 15 giorni, approvata all’unanimità dai presidenti, alla Figc. Che farà Gravina? Avere venti club contro, proprio quelli che danno i loro giocatori alla Nazionale e che economicamente sostengono il sistema, non è una cosa da poco, soprattutto di questi tempi. In teoria Gravina dovrebbe convocare un consiglio federale e nominare il commissario ad acta. Se dà la proroga, cambia poco. Forse niente. Fra 15 giorni, le posizioni non dovrebbero cambiare. Non c’è nessuna intenzione di cedere al momento: la proroga probabilmente è inutile. E’ muro contro muro.
