CALCIO: MILAN
“Sappiamo che ci stiamo giocando lo scudetto. C’è emozione, c’è voglia di andare oltre i nostri limiti, per raggiungere qualcosa che non era immaginabile a inizio stagione. Ci vogliono testa fredda e cuore caldo”. Cominciano per Pioli con un viaggio nel passato i sette giorni in cui il primato del Milan, da cinque giornate è in cima alla classifica in solitario, dipende anche dai risultati dell’Inter. Lui ha allenato la Lazio per quasi due anni, tra il 2014 e il 2016, e la tappa non è stata banale, visto il terzo in posto in campionato nella prima stagione, con la qualificazione ai preliminari di Champions.
Ma non è questo il tempo della nostalgia, anche perché c’è un guaio di formazione: “Purtroppo Bennacer non sarà disponibile, colpa di una distorsione alla caviglia nel derby”. I ricordi di Roma, comunque, meritano una parentesi: “Il primo anno fu fantastico: c’era un periodo in cui giocavamo benissimo e già nel primo tempo eravamo in vantaggio di due gol. Ho qualche rimpianto. In tutte le altre esperienze sento di avere dato il massimo, mentre alla Lazio non tutte le dinamiche andarono bene il secondo anno. Oggi le gestirei diversamente. Però adesso sto vivendo un momento eccitante della mia carriera, così come i miei giocatori”.
