CALCIO: SARRI E MPOURINHO

La visione del bicchiere mezzo pieno ci dice che l’Italia ha pareggiato in casa della sua diretta rivale per la qualificazione, e dunque una vittoria all’Olimpico nel “ritorno” del 12 novembre dovrebbe bastare per garantirsi il Mondiale senza code pericolose. Ma è una situazione soddisfacente? No, perché scendere in campo con un solo risultato a disposizione è sempre una cattiva politica e perché la differenza di classe tra gli azzurri e la Svizzera si è confermata netta, e non basta ricordare che Sommer è un ottimo portiere per spiegare lo zero nella casella dei gol segnati. L’Italia ha dominato tre quarti di gara, concedendo qualcosa soltanto nel confusionario finale, ma in questa ripartenza post-Europeo sta emergendo un problema di efficacia offensiva. Anche a luglio la Nazionale trasformava meno di quanto creato, ma l’adrenalina dell’eliminazione diretta teneva la questione sotto traccia: quando ti stai avvicinando al titolo, chi se ne frega se segna Immobile oppure Bonucci. Il cammino verso il prossimo grande torneo – col piacevole intermezzo della final four di Nations League a ottobre – deve invece servire ad annotare i problemi per risolverli in tempo utile. E se alla pessima percentuale di realizzazione vista contro la Bulgaria fa seguito questo 0-0 di Basilea, il caso è aperto.

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