CALCIO: SKY
“Alla politica, come detto dal Coni, dico di guardare allo sport, perché in questo nuovo governo serve un ministero dotato di portafoglio”. Lo ha detto Luigi De Siervo, ad della Lega di Serie A, parlando dal palco del Social Football Summit di Roma. “Se vogliamo poi ospitare degnamente gli Europei di calcio o qualcosa di più, dobbiamo prima avere gli stadi – prosegue – In questo Paese dobbiamo chiedere al governo anche di nominare un commissario agli stadi, solo così si potrà superare l’ostacolo burocratico. Dobbiamo chiedere con forza non solo di aiuti, ma di dotarci degli strumenti giusti”. E per De Siervo il problema nasce quando il calcio italiano era ancora al top. “Si è persa l’occasione quando eravamo in cima al mondo di affermarci come leader di mercato. Questo lo paghiamo oggi. C’è un problema infrastrutturale e quando diciamo di portare i grandi eventi per avere gli stadi sbagliamo, deve essere il contrario”. De Siervo spiega: “Inutile dire che non abbiamo i ricavi della Liga o della Premier, dobbiamo avere gli strumenti per arrivare a quei livelli”. “Per colmare il gap nei ricavi serve supporto nella costruzione degli stadi e contrastando la pirateria che ha fatto danni per oltre 1 miliardo negli ultimi 3 anni. Avete idea di quanti talenti avremmo potuto trattenere nel nostro campionato o prenderne di nuovi? Tutti dobbiamo farci portavoce di questo messaggio”. Poi sull’assegnazione dei diritti tv del prossimo triennio (2024-’27) aggiunge: “Vorremmo dare un segnale di maturità assegnandoli entro la fine di questa stagione. Sarebbe un record”. Infine sulla Media company: “Se ne parla spesso, ma noi l’abbiamo già realizzata. Siamo in grado di produrre, di realizzare grafiche, e il prodotto Serie A negli ultimi anni è cresciuto tantissimo grazie a un lavoro a 360 gradi che va oltre il campo”. Si sprecano gli appelli al governo: l’ex ministro Vincenzo Spadafora e la sottosegretaria Valentina Vezzali non sono stati eletti alle elezioni di domenica. Tutti e due non avevano avuto un grande rapporti con lo sport, tantomeno col calcio: molte riforme sono rimaste sulla carta. Ora si vedrà che deciderà il nuovo esecutivo: se un ministero o un altro sottosegretario (con scarso poteri). Anche Draghi, in uscita, ha lasciato l’amaro in bocca al mondo dello sport: dal 10 agosto, giorno del decreto che rivoluzionava la Fondazione Milano-Cortina 2026, non è stato scelto il nuovo amministratore. Su Andrea Abodi ci dovrebbe essere totale convergenza, ma più passa il tempo più i lavori olimpici restano fermi. Non un bel biglietto da visita per Bach, n.1 del Cio, che presto tornerà a Roma…
