CALCIO: SKYCALCIO
Sarà un inizio anno particolarmente complicato quello che aspetta il mondo dello sport, non solo del calcio. La pandemia ha portato già ad alcuni rinviii (campionati di serie B e C, rugby, basket, eccetera) e potrebbe creare problemi anche alla serie A dove i contagiati aumentano, e sono già quasi una cinquantina. Coinvolte moltissime squadre. La Supercoppa fra Inter e Juve, in programma il 12 gennaio a San Siro, è in dubbio: con la capienza ridotta al 50 per cento dal governo, i due club vorrebbero giocare più avanti per motivi economici. Il problema, è quando. Il calendario non consente grandi spazi. I venti presidenti di A hanno avuto una visione miope quando hanno deciso di non ridurre il numero delle squadre da 20 a 18. Si sono spaventati: alcuni presidenti di squadre solitamente pericolanti temevano di finire in B e restarci chissà sino a quando con sole tre promozioni. Altri temevano, in basi agli studi della Deloitte, di avere introiti ridotti, essendoci appunto due club in meno. Anche alcuni presidenti che di solito sanno guardare avanti, come Urbano Cairo, si sono uniti a questa cordata che ha bocciato il progetto di riforma. La Lega non ha nemmeno votato, la maggioranza era per restare a venti e solo alcuni club, impegnati in Europa, ritenevano saggio cambiare il format. Un errore (grave) perché avrebbe portato maggiore equilibrio economico al sistema superindebitato. Il divario fra il vertice e il fondo classifica si sarebbe ridotto, e magari ci sarebbero state partite meno noiose. Ma non solo: con un calendario così inzeppato (Fifa e Uefa fanno la loro parte in una folle corsa…) è sempre più complicato trovare delle date in caso di rinvii, legati magari al Covid e/o alle condizioni meteo. Ma non c’è stato niente da fare: la serie A resterà a venti club, la riforma dei campionati fortissimamente voluta da Gravina, se si farà, sarà una mini-riforma (con un taglio pare in serie C…). Peccato, una grossa occasione sprecata per tutto il sistema-calcio. Il governo è venuto incontro al mondo del pallone: il lavoro portato avanti in piena sintonia da Gabriele Gravina, che ha ringraziato il governo, e da Paolo Dal Pino ha portato ai risultati sperati. Fra questi, sono stati ” congelati” 444 milioni di versamenti contributivi. Non tutte le categorie, pur colpite dalla pandemia, sono state così “fortunate”. L’importante è che i presidenti se ne rendano conto: ora c’è il mercato di riparazione, non è proprio il caso di fare follie, anche per chi se lo può permettere. Gravina è stato sin troppo buono, e ha stabilito criteri estremamente morbidi per i club: ma finita questa emergenza, sarebbe il caso che stringesse un po’ le maglie…
