Capitani e maestri: il derby che Pellegrini ha deciso e Gasperini ha scolpito
A decidere è stato Lorenzo Pellegrini, tornato in campo dopo l’infortunio e subito protagonista
Il primo derby giallorosso di Gian Piero Gasperini si è chiuso con un sorriso maturo, di quelli che non hanno bisogno di urla per farsi sentire. A 67 anni e 238 giorni, il tecnico piemontese ha scritto una pagina di storia: è il secondo allenatore più anziano a vincere un derby di Roma, dietro solo a Claudio Ranieri, che lo scorso gennaio aveva trionfato a 73 anni e 77 giorni. L’esperienza, si sa, non si compra. Si costruisce, passo dopo passo, come questa Roma ancora in cantiere. Il freddo uomo del nord ha messo un altro mattoncino nel suo rapporto con i tifosi già in rapida ascesa: vincere il derby per entrare nella storia e nei cuori della gente giallorossa.
A decidere è stato Lorenzo Pellegrini, tornato in campo dopo l’infortunio e subito protagonista. Messo in discussione, finito sul mercato e a un passo dall’addio nello scorso mercato estivo, il suo gol, il numero 4600 della Roma in Serie A, ha un sapore speciale: non solo per il peso del risultato, ma perché lo rende l’unico giocatore ad aver segnato in tutte le ultime undici stagioni del campionato, dal 2015/16 a oggi. Un capitano senza fascia che non tradisce, che si rialza e segna, contro le critiche e contro gli scetticismi e anche contro sé stesso. Perché Lorenzo per lunghi tratti della sua più recente storia ha vissuto di tanti alti e bassi che hanno scalfito anche le sue di certezze. Accanto a lui, Soulé ha brillato ancora una volta contro la Lazio: due gol e un assist nelle sfide contro i biancocelesti, nessun’altra squadra lo ha visto così incisivo. E poi c’è Rensch, chiamato a sostituire l’infortunato Wesley: lo ha fatto con ordine e coraggio, senza farlo rimpiangere.
Il 164° derby della Capitale in Serie A ha confermato la supremazia giallorossa: 59 vittorie contro le 42 della Lazio, con 62 pareggi a completare il bilancio. Nessuna sfida ha conosciuto l’equilibrio così spesso, ma stavolta l’ago della bilancia ha oscillato con decisione. Ma non è tutto oro. Gasperini lo sa, e lo dice. Gli ultimi dieci minuti hanno lasciato un retrogusto amaro: la Roma, in superiorità numerica, ha rischiato di farsi raggiungere. Le punte, Ferguson e Dovbyk, sono ancora imprecise, poco incisive. La fase offensiva è da rifinire, da scolpire con pazienza. Eppure, qualcosa si muove. La Roma ha subito un solo gol nelle prime quattro partite di campionato, un dato che non si vedeva dal 2022/23, ai tempi di Mourinho. La difesa tiene, il centrocampo corre, e il progetto Gasperini prende forma. Forse non è ancora la svolta, ma è un passo deciso nella giusta direzione. Il derby, si sa, non è mai una partita come le altre. È un racconto che si scrive con il cuore, con la storia, con i dettagli. E questa volta, la penna l’ha impugnata Gasperini. Con mano ferma, e sguardo lungo. (romanews.eu)
