“Chiara Ferragni affitta l’ufficio di Milano per pagare 1,2 milioni di euro”

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L’indiscrezione arriva da Gabriele Parpiglia che su Instagram riporta i dettagli sulla situazione che l’influencer starebbe affrontando dopo gli ultimi sviluppi

La notizia dell’accordo siglato con l’Antitrust è di qualche giorno fa: Chiara Ferragni e le sue società dovranno pagare 1,2 milioni di euro in favore dell’impresa sociale i “Bambini delle fate”, l’associazione alla quale era legata la vendita delle uova di Pasqua griffate Ferragni e prodotte da Dolci Preziosi. Non una sanzione, ma un “contributo economico volontario” ha precisato lei in un video social chiudendo così la questione che ha dato il via alla crisi di un “impero” di cui oggi si raccontano i contraccolpi.

Dopo le indiscrezioni sull’imminente chiusura del negozio di Milano e degli uffici che si trovano in via Turati, sui suoi profili social Gabriele Parpiglia ha aggiunto dettagli sull’attuale situazione del mondo di Chiara Ferragni. “Una parte degli uffici di Turati – stiamo parlando di 550 mq, con parquet galleggiante, arredato e cablato, due posti auto compresi nel canone, ristrutturato – è in affitto”, scrive il giornalista che avrebbe ricevuto conferma dalla persona a cui la locazione è stata proposta. Alla base della mossa ci sarebbe la necessità di affrontare proprio il pagamento della cifra di 1,2 milioni di euro stabilita nell’accordo per la chiusura dell’istruttoria Antitrust: “Il costo dell’affitto è 495 mila euro annui. Costi che oggi l’azienda Ferragni deve tagliare insieme al resto”. 

Nel post pubblicato nei giorni scorsi Parpiglia pubblicava la foto di una stanza degli uffiici di Chiara Ferragni: “Quella che vedete nella foto è una stanza di uno degli uffici che stanno chiudendo di Chiara Ferragni Collection ovvero dove c’è chi lavora per le attività legate allo sviluppo del prodotto legate alle società. Alcune stanze sono state date in affitto, altre chiuse. E arrivano i primi licenziamenti ‘eccellenti’ come l’allontanamento della direttrice della comunicazione”. Secondo il giornalisa, inoltre, per i licenziati “ricollocarsi per chi ha sul curriculum il nome dell’azienda della Ferragni è difficile”. Il marchio, lo scorso anno, era pronto a quotarsi in borsa. Ma tutto questo prima di dicembre 2023, che ha segnato inevitabilmente il corso degli eventi. Dietro l’ipotesi di chiusura, o ridimensionamento, ci sarebbe il crollo delle vendite dei prodotti CF Collection. (Today.it)

Immagine: ELLE

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