CICLISMO: GIRO DI SVIZZERA

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Finale con sorriso amaro per Alberto Bettiol al Giro di Svizzera. Nella seconda tappa della corsa elvetica il toscano della EF-EeasyPost ha vinto lo sprint del gruppo e ha esultato come un matto dopo l’arrivo. Non si era accorto però – né dalla radio l’avevano avvertito – che quella volata valeva solo per il secondo posto. Il primo, il norvegese Andreas Leknessund, era già arrivato da 38” sul traguardo di Aesch.

La grande festa di Bettiol è durata qualche secondo. Il vincitore del Fiandre 2019 è stato poi avvicinato da Matteo Trentin e da lui ha appreso la “dura” verità: “Ho esultato perché ho battuto tutti i miei amici italiani” ha detto Bettiol, “fino a domani dovrò vedermela con tutti quelli che vorranno prendermi in giro… In realtà avevo la radio guasta e non sapevo che ci fosse ancora un uomo in fuga”.

Leknessund era l’ultimo superstite e ha completato in solitaria una cavalcata di 18 chilometri. Nessuno, in tutti i minuti finali della tappa, è stato in grado di avvertire dall’ammiraglia Bettiol e gli altri del gruppo: la volata, alla fine, è stata durissima, vera, come se valesse davvero per la vittoria. Dietro Bettiol l’australiano Matthews, Andrea Pasqualon e Matteo Trentin. Leader della corsa rimane il britannico Stephen Williams, vincitore della prima frazione. La figuraccia per Bettiol resta.

Uguale, anche se diversa nei modi, a quella fatta da Annemiek Van Vleuten sul traguardo dei Giochi di Tokyo. L’olandese era convinta di aver vinto, ma davanti a lei c’era sempre stata l’austriaca Anna Kiesenhofer. Ai Giochi gli atleti erano però privi di radiolina. Stessa gaffe, su ruote motorizzate, per Aleix Espargarò nel Gp di Barcellona, felice per il 2° posto sì, ma con un giro ancora da compiere, e alla fine 5°.

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