CICLISMO: HASHIMI

Hanno vinto tutte, ha vinto il ciclismo e hanno vinto, finalmente, le donne afgane. Il campionato nazionale di ciclismo del paese asiatico, organizzato dall’Uci ad Aigle, in Svizzera, l’hanno corso in 49. La gara, 57 km con partenza e arrivo davanti al Centro mondiale del ciclismo, era una festa e una sfida tra ragazze rifugiate in diversi paesi del mondo. 19 di loro vivono tra l’Aquila e il Veneto. Ha vinto Fariba Hashimi davanti alla sorella Yulduz. È stato uno sprint a due, dopo un attacco in salita, grazie al quale le due sorelle, tesserate entrambe per l’italiana Valcar, hanno fatto il vuoto. Zahra Rezayee si è presa il bronzo. Le prime cinque erano Under 23. La migliore delle elite, Masomah Alizada, a Tokyo 2020 è stata la prima ciclista afgana di sempre ai Giochi olimpici.

“Non pensavo di vincere, pensavo che sarebbe stata mia sorella”, ha detto Fariba Hashimi. Sua sorella ha descritto così la tattica di gara: “Ci siamo parlate durante la gara e abbiamo lavorato insieme. Quella di oggi è stata più di una semplice gara. Speriamo di aver inviato un messaggio sui diritti delle donne in Afghanistan e che il mondo si svegli. Spero che le donne riacquistino presto i loro diritti. Stiamo cercando di cambiare le cose”. Le sorelle Hashimi hanno immediatamente ricevuto un’offerta per correre per Israel-Premier Tech Roland nel 2023. “Questa offerta è una grande sorpresa per me ed è bello condividerla con mia sorella”, ha detto Fariba. Il patron del team israeliano Sylvan Adams è stato tra i più attivi in azioni di solidarietà per favorire l’esodo delle ragazze dal paese martoriato attraverso la sua associazione filantropica IsraAid. I talebani osteggiano il ciclismo femminile, lo considerano impuro, scandaloso. Prima della partenza, tutte le ragazze hanno mostrato un cartellino bianco, il simbolo dell’impegno del ciclismo per un mondo in pace e senza disuguaglianze.

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