CICLISMO: PROCESSO PER UNA CICLISTA

Comparirà oggi davanti al Tribunale penale di Brest la spettatrice che durante la prima tappa del Tour de France, il 26 giugno scorso, aveva causato una maxi caduta sulle strade bretoni esponendo un cartello di saluti, ‘Allez Opi-Omi’, rivolto ai nonni. La donna, una trentunenne di Sizen, nel Finisterre, è accusata di aver “messo in pericolo” i ciclisti e di “lesioni volontarie”: rischia una multa fino a 15mila euro e un anno di prigione. Con il suo cartello causò la caduta di 50 corridori, il ritiro immediato dalla corsa di tre di loro, Lemonine, Konovalovas e Sutterlin, e quello successivo di Tony Martin. Il tedesco ha annunciato durante i Mondiali di Lovanio il suo ritiro definitivo dal ciclismo anche a causa di questo episodio: “Il nostro sport non è più sicuro”.

Dopo essersi consegnata alla gendarmeria di Landerneau solo quattro giorni dopo il fatto e aver dichiarato di avere “vergogna e paura”, la donna venne condotta in carcere. Il suo avvocato potrebbe appellarsi alla “scarsa organizzazione” della corsa e la “mancanza di sicurezza”. L’organizzazione del Tour ha ritirato la sua denuncia contro la spettatrice, a differenza del Cpa, il sindacato mondiale dei corridori che ha citato per danni la donna per la cifra simbolica di 1 €. L’associazione, presieduta da Gianni Bugno, ha dichiarato che quella della donna “è stata un’azione davvero irresponsabile. I ciclisti hanno dovuto subire conseguenze molto gravi. Non siamo qui per chiedere soldi, ma per chiedere più rispetto e responsabilità ai cittadini. Con questo gesto il CPA vuole richiamare l’attenzione su un atteggiamento responsabile e rispettoso nei confronti dei ciclisti nello svolgimento della loro professione. I tifosi, ma più in generale tutti coloro che li superano in auto mentre si allenano o gareggiano, devono comportarsi in modo appropriato. Le immagini del cartello Opi-Omi hanno fatto il giro del mondo e dovrebbero essere un monito che episodi del genere non si ripeteranno mai più”. Nei giorni scorsi è stato notificato il Daspo emesso dal Questore di Udine nei confronti del tifoso che, in prossimità dell’arrivo del Giro d’Italia di sul Monte Zoncolan lo scorso maggio, aveva messo in pericolo la fuga solitaria del ciclista Lorenzo Fortunato, poi risultato vincitore della tappa. A poco più di un chilometro dall’arrivo il trentatreenne toscano G.C. si era avvicinato all’atleta appoggiandosi a lui con la propria spalla e poi spingendolo. Fortunato riuscì miracolosamente a restare in piedi e a volare verso il prestigioso traguardo friulano. Il tifoso molesto non potrà partecipare da spettatore a gare di ciclismo per tutto il 2022.

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