CICLISMO: ULLRICH, CAMPIONE FOLLE
Una vita tra luci e ombre quella di Jan Ullrich: dalla vittoria delTour de France nel 1997 fino al crollo con la squalifica per doping. L’ex ciclista tedesco si racconta nel documentario ‘Jan Ullrich-The Hunter’ e svela episodi shock che hanno segnato la sua carriera: “Non ho bevuto per nove mesi, ma un giorno ho bevuto un bicchiere e dopo un po’ ho perso il controllo. Sono passato dal vino al whisky. Prima un bicchiere al giorno, poi due. Ero un atleta di alto livello e ciò mi ha permesso di vincere un Tour ma anche di andare nella direzione opposta. Potrei bere più whisky e inalare sempre più cocaina. Molte persone si sarebbero suicidate, ma il mio corpo ha resistito”. L’episodio più scioccante lo rivela proprio Ullrich: “Inventavo delle sfide. Una volta volevo stabilire un record mondiale: ho fumato più di settecento sigarette in un giorno. È un mistero come ho fatto a resistere così a lungo”. La caduta definitiva arria nel 2006: “Sono passato da purosangue a cavallo da fattoria. Questo è difficile e mi fa ancora male. Mi creo problemi per i miei errori e debolezze. Ero in cima, sono caduto all’inferno e ora lotto per stare in mezzo”. Cinque anni fa lo spavento più grande: “Nel 2018 ero davvero depresso. Da ciclista ho sofferto, ma a carriera finita quella sofferenza è andata nella direzione sbagliata. Nel 2018 ero al punto più basso, con tutto quello che una persona può sopportare fisicamente. e mentalmente, il passo successivo sarebbe stato la morte”.
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