CONCLUSO G7 COMPROMESSO CON LA CINA

Il premier Mario Draghi durante la conferenza stampa al termine del G7, Carbis Bay, 13 giugno 2021. ANSA/FILIPPO ATTILI - Uff Stampa palazzo Chigi

Chiuso ieri a Carbis Bay, in Cornovaglia, il vertice G7, dominato -come ha spiegato il premier Draghi – dalla questione dell’atteggiamento da adottare con la Cina e “le autocrazie, che usano la disinformazione, i social media, fermano gli aerei in volo, rapiscono, uccidono, non rispettano i diritti umani, usano il lavoro forzato”. La posizione definita nel vertice, aggiunge, “riflette la nostra”, e l’Italia rivedrà la posizione sulla Via della Seta.

Pechino deve iniziare ad agire con maggiore responsabilità, dice Biden, ribadendo di non volere un conflitto con la Cina. Ma Pechino liquida il G7: “Un piccolo gruppo non decide per il mondo”. Oggi il vertice Nato a Bruxelles.

“Non è stato mai menzionato” il tema dell’adesione dell’Italia alla Via della seta lanciata dalla Cina. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine del G7. “Per quanto riguarda l’atto specifico, lo esamineremo con attenzione“, aggiunge.

“Il presidente Biden al G7 ha voluto ricostruire le alleanze tradizionali” degli Stati Uniti dopo il periodo di Trump, in cui erano state “seriamente incrinate”. Lo ha detto il premier Mario Draghi nella conferenza stampa dopo la chiusura.

Boris Johnson ha evocato l’importanza di una relazione “molto stretta e speciale” fra Regno Unito e Italia a conclusione del vertice G7 di Carbis Bay. Ha poi sottolineato il rapporto con Mario Draghi, che ha definito “un economista brillante”, evidenziandone il ruolo guida nella prima sessione del vertice e ricordando ancora una volta “la grande efficacia” del discorso del “whatever it takes” con cui l’attuale presidente del Consiglio annunciò da numero uno della Banca centrale europea l’intervento destinato a salvare l’euro.

Il G7 “non è un club ostile alla Cina”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine dei lavori del summit spiegando che il G7 è un “insieme di democrazie” che vogliono “lavorare con la Cina su tutti i dossier mondiali”, malgrado le differenze.  La democrazia è in gara con le autocrazie del mondo. Lo afferma il presidente Joe Biden dicendosi “soddisfatto” di quello che è uscito dal G7 sulla Cina. Pechino deve iniziare ad agire con maggiore responsabilità, aggiunge Biden, ribadendo comunque di non volere alcun conflitto con la Cina.

Commentando il vertice del G7 in corso in Cornovaglia, la Cina ha affermato oggi che sono finiti i tempi quando “un piccolo gruppo di Paesi” poteva decidere i destini del mondo. “I giorni quando le decisioni globali erano dettate da un piccolo gruppo di Paesi sono finiti da molto”, ha affermato un portavoce dell’ambasciata cinese a Londra, citato sul sito della Reuters. “Noi crediamo che i Paesi, grandi o piccoli, forti o deboli, poveri o ricchi, siano tutti uguali, e che gli affari del mondo devono essere gestiti attraverso la consultazione tra Paesi”, ha aggiunto il portavoce. 

Compromesso al vertice G7 su Pechino. Lo si apprende da fonti diplomatiche europee che confermano l’intesa su un testo meno duro rispetto alla proposta Usa. Nel testo la Cina viene indicata come “rivale” sui diritti umani, con riferimenti alla denuncia del lavoro forzato imposto alla minoranza musulmana degli Uiguri nello Xinjiang, ma non mancano richiami ad aree di cooperazione con Pechino (in particolare sul clima), mentre sul piano commerciale ed economica si parla di concorrenza. Approvata inoltre l’idea del piano lanciato da Washington alternativo alla Via della Seta denominato ‘Build Back Better World’ o B3W.

Il G7 chiede alla Cina il “rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, soprattutto nello Xinjiang”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del G7, nel quale si chiede il rispetto delle libertà anche a Hong Kong. Lo riporta l’agenzia Bloomberg che ha ottenuto una copia del comunicato finale del vertice.

“L’Unione europea ha trascorso gli ultimi tre giorni al G7 ad allineare le posizioni delle principali democrazie mondiali”. Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un videomessaggio affidato a Twitter. “La priorità – spiega – è stata convincerli ad unirsi alla leadership dell’Ue nell’accelerare la produzione e le consegne globali dei vaccini”.

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