Conte, noi forza autonoma, ma dialogo con Pd può intensificarsi

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A vedere le immagini con una piazza che appare piena o in procinto di riempirsi c’è quasi da sorprendersi: se si sente il polso dell’opposizione,c’è ancora battito. La manifestazione del Pd a piazza del Popolo, a Roma, mette insieme 50mila persone – secondo stime che sono tutte dei democratici – che chiedono “un futuro più giusto”. Più chiaramente chiedonoun’alternativa al centrodestra guidato dalla destra di Giorgia Meloni. “Una piazza meravigliosa. Guardate che partecipazione, l’alternativa è qui intorno a noi” esulta la segretaria Elly Schlein, che ha voluto questa giornata qualche settimana fa. Si rivolge ai giovani arrivati alla manifestazione: “Abbiamo aperto le porte del Pd, abbiamo bisogno della vostra sana incazzatura per cambiare le cose. Battetevi sempre per la libertà, per la pace e la giustizia sociale”. Il sindaco Roberto Gualtieri, esagerando non poco, la definisce “riscossa democratica“, più comprensibilmente Schlein parla di “orgoglio ritrovato”, ma – sia quel che sia – se i simboli e le foto hanno un senso succede che alla manifestazione si aggiungono anche i leader dei partiti alleati – GiuseppeConteAngelo BonelliNicola Fratoianni – e la lista come si può immaginare finisce qui. “Siamo qua per lottare per un futuro più giusto e unire le nostre lotte per essere insieme più forti. E’ importante esser qua insieme” dice la segretaria democratica. Perché magari è molto, molto presto per vedere il sole dell’avvenire di un nuovo centrosinistra unito e vincente ma intanto “siamo qua per dire basta a questo governo, possono travestirsi come vogliono ma la destra è sempre la stessa” aggiunge Schlein.

Il messaggio con destinazione Palazzo Chigi è la diapositiva della piazza e almeno una parvenza di unità. Per questo Schlein tra le altre cose usa il Reddito di cittadinanza e il salario minimocome punti di svolta. “Questa destra – dice dal palco – ha voluto che si cancellasse unostrumento di contrasto alla povertà con un sms, sono talmente fuori dalla realtà da dire che i poveri mangiano meglio dei ricchi, da pensare che la povertà sia una colpa individuale e non un problema sociale dovuto a politiche sbagliate”. E dall’altra parte “dobbiamo ricostruire un lavoro di dignità, siamo qua a rilanciare una battaglia fatta con le altre opposizioni, serve un salario minimo legale, il governo non può ancora rinviare, deve rispondere” (anche se Meloni ha già abbastanza risposto, anche dopo l’esito della consultazione del Cnel). La diagnosi di Schlein di un anno di governo è quella di “un anno di bandierine, dopopromesse iperboliche sul caro vita non hanno fatto nulla. Della manovra ci ha colpito al capacità di riuscire a punire tutte le generazioni“. E ancora: “Sapevamo che la destra avrebbe lavorato per dividere il paese e la comunità, per controllare meglio le persone. Reprimere il dissenso e ridicolizzare gli avversari, un metodo usato pe spostare l’attenzione dai problemi reali”. Schlein ribadisce il no all’accordo con l’Albania sui migranti (e “se non passa in Parlamento non esiste perché è incostituzionale”) e il no alla riforma costituzionale: “un’arma di distrazione di massa”, “Meloni non vuole governare ma comandare”, una frase quest’ultima a cui ha voluto replicare la stessa presidente del Consiglio: “Cara Elly, noi vogliamo semplicemente che siano i cittadini ad avere più potere, dando così maggior forza e stabilità all’Italia. Cioè quello che dovrebbe sostenere ogni sincero ‘democratico’”.

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