COVID E DEMENZA SENILE I RISCHI CHE CORRONO GLI ANZIANI

Bruno Gridelli, direttore generale di Upmc in Italia e professore dell’Università di Pittsburgh, spiega che la salute del nostro cervello dipende soprattutto dallo stile di vita che conduciamo, dalla socialità e dall’attività fisica. Isolamento e poco movimento rischiano di accelerare l’invecchiamento neuro-cognitivo. E in epoca di coronavirus il rischio di rimanere isolati e fermi per gli over 65 aumenta.

La salute del nostro cervello passa soprattutto attraverso le nostre interazioni sociali. È quando sostiene una ricerca condotta su 293 persone con un’età media di 83 anni dagli scienziati della University of Pittsburgh Graduate School of Public Health che ha dimostrato come gli anziani più attivi socialmente mantengono la materia grigia più robusta nelle regioni del cervello notoriamente legate alla demenza. “La ricerca – spiega a Sky TG24 il professor Bruno Gridelli, direttore generale di Upmc in Italia e professore dell’Università di Pittsburgh – è importante perché dimostra in maniera scientifica quello che in fondo sapevamo dall’antichità, l’importanza della vita sociale per mantenere salute cerebrale, che vuol dire mantenere intatte le capacità conoscitive e il tono dell’umore”. Upmc (University of Pittsburgh Medical Center) è uno dei leader nello sviluppo di modelli di assistenza e gestione sanitaria ed è presente in Italia dal 1997, quando ha stretto una partnership con la Regione Siciliana per la gestione dell’Irccs Ismett di Palermo. Le attività italiane di Upcm comprendono due centri di cure oncologiche all’avanguardia (Upmc Hillman Cancer Center San Pietro FBF a Roma e Upmc Hillman Cancer Center Villa Maria in Campania) affiliati al network internazionale Hillman Cancer Center, Upmc Istituto per la Salute in Toscana e la clinica Upmc Salvator Mundi International Hospital a Roma.

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