David Cronenberg sul film che Netflix non ha voluto fare e su Crimes of the Future 

David Cronenberg, ospite in questi giorni al Festival di Matera, conta di presentare Crimes of the Future a Cannes e parla del film che ha proposto a Netflix e che il colosso dello streaming ha rifiutato.

David Cronenberg, uno dei nostri autori cinematografici preferiti, è attualmente l’ospite d’onore al Matera Film Festival, da cui avremo sicuramente sue notizie. Per adesso vi riferiamo quanto da lui stesso riferito alla rivista canadese Now sul suo nuovo film dopo molti anni, Crimes of the Future, che Cronenberg conta di presentare l’anno prossimo al Festival di Cannes, che ha ospitato molte volte i suoi lavori.

Le riprese di Crimes of the Future, con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman, Welket Bungué, Don McKellar e Lihi Kornowski, sono state effettuate in Grecia. Questo, nelle parole di Cronenberg, lo stato delle cose al momento:

Ho finito di girare Crimes of the Future, sono entrato in sala di montaggio e ho iniziato a lavorare col mio montatore. Avevo quasi dimenticato quanto può essere divertente montare un film perché non lo faccio da un bel po’. Ci aspettiamo che sia pronto il prossimo maggio. Ci sono molti effetti visivi che devono essere sviluppati, poi il sonoro, la musica, tutte queste cose. Immaginiamo che sarà pronto per essere presentato in anteprima da qualche parte, forse al festival di Cannes a maggio. E questo è più o meno tutto.

Mentre ci prepariamo, finalmente, a rivedere un suo lungometraggio, ci sembra Interessante l’aneddoto che Cronenberg ha raccontato ad un’altra pubblicazione canadese, The Globe & Mail, ovvero il suo non felicissimo incontro con Netflix, i cui dirigenti ha incontrato a Los Angeles ma che hanno rifiutato una sua proposta:

L’esperienza che ho avuto con loro è stata identica a quella con i grossii studi cinematografici. Sono brillanti, colti e consapevoli. Ma, sotto sotto, hanno paura. Dicono “Adoriamo il suo lavoro”, poi gli presenti qualcosa e ti rispondono “vogliamo lavorare con lei, ma non su questo”.

Insomma, niente di nuovo per un regista da sempre costretto a essere indipendente per riuscire a mantenere la sua libertà di espressione artistica, sia pure al prezzo di budget da mettere insieme faticosamente. Tornando a Crimes of the Future, questa è la trama, che ci riporta al meraviglioso body horror cronenberghiano di un tempo:

Crimes of the Future si immerge in un futuro non troppo distante, in cui l’umanità sta imparando ad adattarsi ai suoi dintorni sintetici. L’evoluzione spinge gli esseri umani oltre il loro stato naturale in una metamorfosi, alterando il loro corredo biologico. Mentre alcuni accolgono l’illimitato potenziale del trans-unanesimo, altri tentano di controllarlo. In ogni caso, la “Sindrome Evolutiva Accelerata” si diffonde rapidamente. Saul Tenser è un artista performer molto amato che ha accettato la Sindrome, facendo crescere sul suo corpo nuovi e inattesi organi. Con la sua partner Caprice, Tenser ha trasformato la rimozione di questi organi in uno spettacolo per stupire i suoi fedeli seguaci in tempo reale a teatro. Ma quando sia il governo che una strana sottocultura gli prestano attenzione, Tenser è costretto a considerare quale potrebbe essere la sua performance più scioccante in assoluto.

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