DE LAURENTIIS RE DEI CONTRATTI

he sia un “re” dei contratti lo sanno tutti. Aurelio De Laurentiis si è sempre vantato della precisione chirurgica con cui stipula gli accordi con chiunque, sponsor, calciatori o chicchessia. Spesso ha ricordato di come suo zio Dino, magnate di Hollywood, fece sequestrare anche una casa a Federico Felliniper un’inadempienza sul contratto. Ed è questo il motivo per cui a ogni acquisto passano giorni prima che possa essere ratificato, visti i codici e i codicilli che pretende di inserire in tutti gli accordi. Se i calciatori che accettano di vestire la maglia azzurra sono abituati ai modi di fare del patron partenopeo, la stessa cosa non vale per tutti.

Nel mirino di De Laurentiis infatti ora sono entrate le pay-tv che ancora non hanno saldato le rate relative ai diritti delle partite. Soldi che sono ossigeno per tutte le società di serie A e su questo punto il presidente del Napoli assieme a Lotito è stato battagliero sin dal primo momento a prescindere dalle polemiche sul calcio in chiaro.

I modi decisi e convincenti di Adl hanno spinto i club a dargli fiducia e con ogni probabilità il 17 giugno verrà votato come nuovo consigliere di Lega e continuerà la sua battaglia con maggior forza. A suo giudizio, le ingiunzionialle tv avrebbero dovuto partire appena scaduto il termine di pagamento dell’ultima rata.

C’è voluta qualche settimana in più, ma, nel frattempo, la Lega si è rivolta al Tribunale. Solo che il Giudice – come si legge sul Corriere dello sport – ancora non ha emesso il decreto e dalle tv non è partito ancora nessun bonifico.

Ebbene, se le pay-tv continuassero a non pagare, il presidente del Napoli vorrebbe togliergli il segnale: in sostanza, non potrebbe trasmettere le partite. De Laurentiis ha espresso il suo proposito, durante l’Assemblea, Sono emerse anche tutte le preoccupazioni per il prossimo bando, dopo la decisione di giovedì del Consiglio di stato, che ha ripristinato il divieto, per Sky, di acquisire contenuti in esclusiva per internet. Significa che esiste il concreto rischio che la serie A possa perdere valore.

Qualche società non ha gradito la mossa, ma è probabile che si arrivi comunque a concedere del tempo in più. Scontato, però, che se non dovessero arrivare i bonifici, partirebbero le ingiunzioni anche per Dazn e Img.

Le reazioni sui social sono di diverso tenore. C’è chi appoggia Adl (“scherza coi fanti ma lascia stare i santi”) e chi è preoccupato di non poter vedere le partite in tv dopo tanta astinenza: “E che direbbe il Ministro Spadafora?”

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